La Nuova Ferrara

Ferrara

Senza cassa integrazione da mesi

Non ci sono risorse per pagare quella in deroga. Nell’arco di un anno le ore sono triplicate passando a oltre 3 milioni

19 aprile 2014
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Nel primo scorcio di quest’anno è esploso il ricorso alla cassa integrazione nella nostra provincia, anche se per diverse migliaia di lavoratori questo ammortizzatore non significa garanzia di reddito. Cominciamo dai numeri, elaborati dall’Ires su dati Inps e forniti ieri da Riccardo Grazzi (segretario confederale Cgil), Bruna Barberis (Cisl) e Massimo Zanirato (segretario generale Uil). Fotografano la vera e propria mazzata che la crisi ha sferrato al mondo del lavoro ferrarese: basta notare che le ore autorizzate nel primo trimestre del 2013 erano in totale 995.913, mentre fra il gennaio e il marzo di quest’anno sono passate a tre milioni 257.604. In una parola: triplicate. Sette anni fa erano un ventesimo delle attuali. A pesare è soprattutto la cassa straordinaria, concessa per ristrutturazioni, riorganizzazioni e riconversioni aziendali, le cui ore sono quintuplicate in un anno: dalle 520.148 del primo trimestre 2013 ai due milioni 583.010 del gennaio-marzo scorsi. Pur incidendo meno sul totale, ha conosciuto un boom anche maggiore la cassa in deroga, quadruplicata nello stesso periodo da 108.880 a 450.060 ore. Proprio su quest’ultima hanno puntato i fari i sindacalisti, visto che i lavoratori che in teoria dovrebbero beneficiarne in pratica non stanno ricevendo un centesimo dalla fine del 2013. Questo è lo strumento nato per coprire i lavoratori non tutelati dalle altre due forme di cassa (ordinaria e straordinaria), «di fatto quelli nel commercio, negli studi professionali, nella vigilanza, nella logistica, nel socio assistenziale, nell’educazione, nell’assicurazione, nel credito e nell’artigianato – ricordava Grazzi –, compresi quelli con contratti di somministrazione, apprendistato e a tempo determinato. È sostitutiva del nulla, nel senso che non avrebbero altre tutele: è una barriera che tenta di arginare la disoccupazione e l’emarginazione». Ma la barriera all’inizio di quest’anno è crollata: dovrebbe essere lo Stato a finanziarla e le Regioni a erogarla, ma i soldi non ci sono. «Non capiamo le ragioni di questo sottofinanziamento – prosegue –: nostre stime, condivise dal presidente Errani, ci dicono che in tutta Italia servono 700 milioni di euro per liquidare quanto ancora dovuto per il 2013 e 800 milioni per garantire il 2014». In totale un miliardo e mezzo, «ma il ministro Poletti ha affermato che forse ci sarà un miliardo». Difficile quantificare quante persone siano (in teoria) coperte da questo ammortizzatore e dunque oggi del tutto senza reddito: l’ultimo dato certo in mano ai sindacati risale al giugno scorso, e allora la cassa in deroga riguardava poco meno di novemila persone nel Ferrarese. Stiamo dunque parlando a tutt’oggi di alcune migliaia di lavoratori, della cui sorte ieri pomeriggio i sindacati hanno interessato il Prefetto, promettendo mobilitazioni subito dopo Pasqua se non arriverà una soluzione.

Gabriele Rasconi