La Nuova Ferrara

Ferrara

Anziani rapinati in casa

di Alessandra Mura
Anziani rapinati in casa

Costretta a togliersi orecchini e fede . Le indagini dei carabinieri: un colpo da balordi non preparato

22 aprile 2014
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Un colpo improvvisato, da parte di balordi attratti dall’idea (sbagliata) che in quella casa isolata abitata da una indifesa coppia di anziani potessero essere nascosti chissà quali risparmi.

È questa l’ipotesi seguita dai carabinieri di Ferrara che stanno indagando sulla rapina avvenuta nella notte tra venerdì e sabato in via Musico nelle campagne tra Fondo Reno e Coronella, ai danni di Giuseppe e Ines Malaguti, entrambi 85enni. Gli inquirenti inoltre ritengono che non ci sia alcun legame con l’altro colpo, pur molto simile per modalità, compiuto nel marzo del 2012, per la semplice ragione che già allora i malviventi avevano constatato che in quella casa non c’era nulla da rubare. Anzi, dopo aver tagliato i cavi di luce e telefono (altra coincidenza con la rapina di pochi giorni fa) avevano addirittura restituito la metà del contante racimolato in casa, poco più di 40 euro.

Questa volta invece i banditi hanno mostrato solo il lato feroce, stupidamente spietato. Dopo aver trovato appena una trentina di euro rovistando nelle camere da letto al piano superiore, i ladri sono scesi al piano terra, incattiviti per il magro bottino, e hanno usato le maniere forti con i due pensionati (che da tempo dormono di sotto perché il marito ha problemi di deambulazione) svegliati dal trambusto.

«Caccia i soldi, caccia i soldi!» hanno urlato agli anziani, strattonando anche la donna per il braccio e minacciando di portarla via in auto. Pur di liberarsene, la signora Ines si è tolta gli orecchini e la fede e ha consegnato i monili. Del resto i banditi erano interessati solo a contati e ori, visto che hanno ignorato le provviste (alcuni prosciutti) conservate in cucina.

Solo a quel punto i tre balordi, consapevoli di non poter ottenere nulla di più, se ne sono andati risalendo sull’auto che avevano lasciato fuori dal cancello. Per entrare avevano scavalcato la recinzione, lasciando intatto il lucchetto. L’ascia e la tronchese che avevano con sè invece le hanno usate per mettere fuori uso gli impianti di luce e telefono, cellulari compresi. Il mattino seguente, all’arrivo dei carabinieri avvertiti dal figlio e dalla nuora della coppia. il signor Giuseppe era ancora sconcertato per la notte di insonnia e tensione; la signora Ines, che da sola aveva già provveduto a una fasciatura di fortuna al polso malmenato, era invece intenta alle faccende di cucina.

I carabinieri per precauzione hanno chiamato un’ambulanza: ma per fortuna è bastato cambiare la medicazione perché il polso non aveva fratture, solo qualche livido. Dopo aver raccolto la testimonianza delle vittime, gli inquirenti hanno compiuto un sopralluogo, ma le indagini appaiono non facili dal momento che i malviventi (italiani stando al racconto dei pensionati) avevano il volto travisato da sciarpe e berretti e indossavano guanti per non lasciare impronte. Inoltre hanno avuto diverse ore di vantaggio per dileguarsi, visto che le vittime sono rimaste isolate fino al mattino.