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In fumo 1.210.000.000 € con la svalutazione Carife

In fumo 1.210.000.000 € con la svalutazione Carife

Il crollo del titolo che in questi cinque anni è passato da 40,6 a 4,5 euro Il valore è da mesi ai minimi storici con pesanti danni agli azionisti
Tonfo anche per la Fondazione

24 aprile 2014
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Il crollo delle azioni della Cassa di Risparmio di Ferrara ha provocato una perdita di valore consistente per i risparmiatori ferraresi. In cinque anni sono stati bruciati circa 1 miliardo e 210 milioni con il passaggio del titolo da quota 40,6 euro (febbraio 2009) a 4,5 euro (il dato di ieri che non è comunque il minimo storico visto che negli ultimi mesi è sceso anche sotto quota 4). Attualmente le azioni sono poco più di 42 milioni, di queste circa 23 milioni sono in possesso della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, attuale azionista di maggioranza con il 54,3% del totale delle quote, che ovviamente risulta la più danneggiata dalla svalutazione del titolo. E per questo motivo presenterà alla prossima assemblea dei soci in programma alla sala convegno Eridano il 29 aprile un bilancio con un disavanzo di quasi 110 milioni di euro. C'è anche da considerare che nel corso del 2011 la Carife ha effettuato un consistente aumento di capitale che ha portato all'acquisto di oltre 7 milioni di nuove azioni, ad un prezzo di acquisto di 21 euro, quando il titolo valeva circa 30 euro. Sembrava un buon affare anche dal punto di vista dell'investimento e in quella occasione ci sono stati anche 5.700 nuovi azionisti che hanno sottoscritto il contratto azionario. Ma ben presto la crisi bancaria ha portato il valore ai minimi storici con numerosi risparmiatori che hanno perso molti soldi. Quando la banca è stata commissariata alla fine di maggio 2013 il titolo era a quota 8,5 euro. Un semplice esempio per chiarire la situazione della quantità di denaro al momento "bruciata" a danno degli azionisti: chi durante l'ultimo aumento di capitale ha comprato 100 azioni ha speso-investito 2.100 euro. Ora sempre per quelle cento azioni si trova in portafoglio solo 450 euro con un perdita di oltre il 78% del capitale investito. C'è anche il caso più oneroso, rappresentato dal risparmiatore che ha acquisto sempre le solite 100 azioni nel 2009 a 40,6 euro, quando il titolo viaggiava ai massimi storici, per una spesa-investimento di 4.060 euro e che ora invece si trova in portafoglio 450 euro con una perdita dell'89% del capitale investito. In pratica si può fare un esempio molto concreto. Il portafoglio di titoli Carife che un azionista aveva nel 2009, se non ha partecipato all’aumento di capitale del 2011, risulta decurtato di uno zero. Ed è qui che si scopre il valore degli zeri. Se uno aveva 10.000 euro adesso gli sono rimasti poco più di 1.000 euro. Una svalutazione davvero impressionante. Inutile dire che in molti risparmiatori, che sono rimasti alla finestra nella convinzione che peggio di così non possa andare, sperano in una ripresa del titolo a cominciare proprio dai vertice della Fondazione, che dopo aver approvato un bilancio da profondo rosso, si augurano una rapida normalizzazione e la fine di questa caduta che sembra non trovare al momento vie di uscita certe.