La Nuova Ferrara

Ferrara

Il mare in un anonimo incrocio

di Annarita Bova
Il mare in un anonimo incrocio

Lido Estensi, seconda azione in pochi giorni per i “guerriglieri” di Ri(e)voluzione urbana

26 aprile 2014
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LIDO ESTENSI. Uno spiazzo anonimo e triste, all’ingresso di Lido Estensi, è diventato nel giro di poche ore, ieri mattina all’alba, una sorta di oasi, dove una barca in mezzo al mare saluta turisti e visitatori. E tutto grazie alla seconda azione dei guerriglieri urbani i quali, come annunciato, hanno colorato un’altra piccola ma significativa parte del territorio. Dopo la prima dimostrazione a San Giuseppe di Comacchio, assieme al parroco don Ruggero, sono tanti coloro che hanno chiesto di aderire ed il gruppo aumenta in maniera significativa. Ieri mattina Mirco Bonfatti, Nora (Marina Estensi), Ted Tomasi (Comacchio è turismo); Floricoltura Fogli; Andrea (banana); Matteo (biscia); Fabio (poma); Lele (dimmi); Nicola (Nicolino); Cristian (Gippa) hanno portato un pezzo di mare in un triste incrocio. Recuperando lo scafo di una vecchia barca a vela e mettendoci la creatività che certo non manca, nel giro di qualche ora è nato «un piccolo capolavoro di cui andare fieri - dicono i protagonisti della Ri(e)voluzione urbana - La cosa più bella è che diversi cittadini ci stanno contattando non solo per indicare aree e luoghi dove intervenire, ma anche per chiedere di poter partecipare. E sono soprattutto ragazzi che hanno evidentemente voglia di portare avanti battaglie e rivoluzioni a suon di piante, fiori e tutto quello che la natura può offrire». La cosa bella «è che siamo solo all’inizio. Andremo avanti a oltranza, cercando di migliorare e di stupire, magari intervenendo anche durante manifestazioni importanti, sotto gli occhi di tutti...». L’appoggio della cittadinanza è naturalmente totale. Ma perché tutto questo’ «Perché siamo stanchi. Vogliamo che questo territorio sia rivalutato ed apprezzato, vogliamo che il nostro lavoro venga in qualche modo valorizzato, che i turisti abbiano un impatto di un certo tipo con l’ambiente. Basta associare i Lidi alle seconde case ed al cemento...Il brutto c’è ma si può celare e modificare. Serve solo passione e amore verso Comacchio e il suo territorio».