Cattura internazionale per due cessioni di droga
Arrestato il serbo che accusa un sacerdote di abusi sul figlio di tre anni Dopo la convalida è stato rimesso in libertà. Il difensore: «Una persecuzione»
È stato arrestato due giorni fa, a seguito di un mandato di cattura internazionale, il serbo che aveva denunciato un prete della città per molestie sul figlio minorenne. Proprio per quest’ultima circostanza omettiamo le generalità dell’arrestato, a tutela del minore. All’uomo sono contestate due cessioni di marijuana nella stessa giornata e risalenti al 2007.Ieri, dopo la convalida dell’arresto, l’uomo è stato rimesso in libertà. Il giudice non ha ritenuto di dover applicare alcuna misura cautelare. «L’Interpol aveva emesso un mandato di cattura internazionale a carico di questo uomo per spaccio di stupefacenti in Serbia, suo Paese d’origine. Da diverso tempo viveva in città ed era già noto alle forze dell’ordine per piccoli precedenti. Alcuni giorni fa abbiamo saputo del mandato di cattura dell’Interpol e – spiega Andrea Crucianelli, dirigente della Squadra Mobile – ci siamo attivati». «L’altra mattina – continua Crucianelli – dopo una serie di appostamenti abbiamo proceduto con l’arresto. Ora si tratta di sapere se verrà estradato oppure no».
Nato nel 1978, l’uomo viveva in città insieme alla famiglia e all’operazione della polizia non è seguito alcun tipo di resistenza anche perché «non si aspettava un’azione simile». La famiglia fino alcune settimane fa viveva a casa del sacerdote poi accusato dal padre, cioè dallo stesso arrestato, di abusi nei confronti del figlio minorenne, e da poco si era trasferita in un’abitazione monofamiliare sempre di Ferrara. L’uomo ora detenuto di professione è artigiano e ha una partita Iva aperta regolarmente. «Lo conoscevamo per piccoli reati – conclude il dirigente della questura – come guida senza patente. Non aveva commesso nulla di eclatante da quando era qui».
Il difensore dell’arrestato, Giovanni Montalto, annuncia fin d’ora che si opporrà alla richiesta di estradizione «Ricordo che il mio assistito quando arrivò in Italia chiese asilo politico per motivi umanitari (per cui è ancora sub judice, ndr) segnalando di essere vittima di una persecuzione da parte delle autorità governative del suo Paese. Allora la persecuzione non venne ravvisata, ma a mio parere tutta questa vicenda è un campanello d’allarme».
Il serbo residente a Ferrara si trova quindi al centro di tre processi: uno come parte civile e due come imputato. Come parte civile all’interno del processo apertosi in seguito ai presunti abusi di un parroco sessantenne sul figlio, da lui stesso denunciati. Come imputato per estorsione e calunnia proprio nei confronti di questo prete e ora, anche per spaccio di stupefacenti.
Samuele Govoni