«Gesto non contro la famiglia ma per cercare l’altra verità»
Stefano Paoloni, ferrarese, dirigente regionale del Sap vuole puntualizzare, dribbla le polemiche e ricorda la campagna che il sindacato, cui sono iscritti gli agenti condannati per la morte di...
Stefano Paoloni, ferrarese, dirigente regionale del Sap vuole puntualizzare, dribbla le polemiche e ricorda la campagna che il sindacato, cui sono iscritti gli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi, sta portando avanti da mesi.
«A Rimini - spiega - è successo quello che era accaduto a Ferrara, lanciando la nostra campagna #vialamenzogna. L’applauso? Non era una standing ovation, non è durato 5 minuti e non era contro la famiglia del ragazzo. L’applauso era sulla presentazione della nostra campagna per cercare la verità in questa vicenda e per far questo proponiamo la revisione del processo. Libertà e facoltà di qualsiasi cittadino che rispetta le sentenze ma che può criticarle e chiederne la revisione: non so se riusciremo in questo ma noi stiamo lavorando per questo».
Ma gli applausi ci sono stati, non è una retromarcia l’interpretazione che lei dà?
«Nessuna retromarcia su ciò che è avvenuto ieri, noi stiamo solo descrivendo quello che è accaduto: l’immagine che sta circolando non è riferita al momento degli applausi, quelle sono foto della mattinata quando in sala c’era ancora il capo della polizia». «Ribadisco - continua Paoloni -, gli applausi erano rivolti ai nostri colleghi oggetto di distorsioni in una vicenda che ha travolto due procuratori (Messina e Minna)e che ha avuto una forza deflagrante, senza rispetto delle regole. Per loro si sono espressi tre tribunali di sorveglianza e solo Bologna decise il carcere per i colleghi, decisione annullata, seppur in ritardo». «Questo è un segnale del forte condizionamento dall’esterno avuto nelle tappe della vicenda».
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