Il pg della Cassazione: ingiusta detenzione in carcere di Forlani
E’ stata ingiusta la detenzione in carcere di Paolo Forlani per la pena residua di 6 mesi della condanna definitiva per la morte di Federico Aldrovandi. Lo ha reso noto il segretario Sap Stefano...
E’ stata ingiusta la detenzione in carcere di Paolo Forlani per la pena residua di 6 mesi della condanna definitiva per la morte di Federico Aldrovandi. Lo ha reso noto il segretario Sap Stefano Paoloni, ribadendo, come sottolineato giusto un anno fa, che lui e altri degli agenti condannati scontarono la pena in carcere e non ai domiciliari, fatto mai accaduto dagli anni 70 ad oggi per un reato colposo.
La detenzione in carcere (il 21 maggio 2013) fu decisa dal tribunale di sorveglianza di Bologna: ma la procura generale della Cassazione aveva bocciato questa decisione. Una beffa perchè il provvedimento è stato emesso il 16 settembre scorso, quando Forlani aveva già concluso la detenzione in cella. Il procuratore generale Enrico Delehaye scriveva infatti che l’ordinanza del tribunale di sorveglianza di Bologna doveva essere annullata perchè «l’applicazione della misura riconducibile al concetto di meritevolezza (per Forlani venne deciso il carcere per il suo comportamento processuale e di non pentimento, dunque meritava il carcere per il giudice di sorveglianza ndr), nel caso di specie sembrerebbe escluso». Il procuratore si soffermava sulla mancata applicazione, per Forlani, della legge «svuota carceri», che impone ai magistrati il principio che la «pena residua è eseguita (non che può esser eseguita) presso un domicilio». Insomma, Forlani non doveva andare in carcere.