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Seibezzi: «Un civil compact per far crescere i diritti»

Seibezzi: «Un civil compact per far crescere i diritti»

«Non esistono temi minori: diritti civili e sociali agiscono come vasi comunicanti, su entrambi i versanti dobbiamo dire la nostra per cambiare l'Europa». Iniziativa della Lista Tsipras ieri...

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«Non esistono temi minori: diritti civili e sociali agiscono come vasi comunicanti, su entrambi i versanti dobbiamo dire la nostra per cambiare l'Europa». Iniziativa della Lista Tsipras ieri pomeriggio al bar del parco Massari con Camilla Seibezzi, candidata nella circoscrizione Nord-Est alle elezioni europee del 25 maggio. Secondo cui «devono essere i diritti a guidare le politiche economiche del continente, in base a un principio chiaro: le persone prima di tutto». Ecco quindi l'aspirante europarlamentare immaginare un "civil compact" che fa il verso al fiscal compact, questo sì realmente esistente. «C'è l'esigenza innanzitutto di un reddito minimo europeo garantito, accanto a un'interruzione volontaria di gravidanza che non sia impedita all'80% delle donne come è in pratica oggi in Italia; poi la fecondazione assistita eterologa accessibile a tutti».

Camilla Seibezzi è consigliera comunale a Venezia e delegata del sindaco per la promozione dei diritti civili e le politiche antidiscriminatorie. Ha fatto tanto discutere, nei mesi scorsi, la sua proposta, poi approvata, di sostituire i termini "madre" e "padre" con quello di "genitori" nella modulistica comunale: «Sono state scritte tante inesattezze - sostiene la promotrice della riforma - e sono stata anche minacciata di morte, dopo alcune manifestazioni di estrema destra. In realtà questa è un'affermazione che estende le opportunità senza toglierle a nessuno; la verità è che non siamo mai riusciti a cancellare fino in fondo un retaggio del pensiero fascista». La Lista Tsipras, che nel suo programma ha la riforma delle politiche dell'immigrazione rifiutando il concetto di "Fortezza Europa", punta a cancellare il brutto ricordo della Sinistra Arcobaleno e di Rivoluzione Civile. «Stavolta la storia è diversa - dice la Seibezzi -, la società civile si è candidata, senza rifiutare i partiti né nascondere le differenze di apporto».

Fabio Terminali