«Titti, ora sei su un’isola con la tua Luly»
Incidente di San Giorgio, ieri l’addio in Duomo alle vittime, lo strazio del papà e il cordoglio dei soccorritori
«Straziante, come vuoi che sia stata la cerimonia? Straziante». Lo dice una donna da poco uscita dal Duomo mentre parla al telefono. Ieri pomeriggio si sono celebrati i funerali di Tiziana Leonardi e Ludovica Grazzi, mamma e figlia morte insieme in un incidente stradale sulla via Comacchio in direzione Masi Torello, il 23 aprile. Dallo schianto è uscita viva la figlia più piccola, sorella minore di Ludovica (6 anni). In Duomo tutte le sedie sono occupate, sul fondo della navata la gente assiste alla cerimonia in piedi. Molti indossano gli occhiali da sole anche se di sole non ce n'è nemmeno un po'. È una giornata grigia, in cui la pioggia va e viene mentre la disperazione del marito e padre Paolo Grazzi e dei familiari resta. «L'accostamento delle bare dice tutto sulla tragedia che viviamo e tutta la nostra chiesa oggi è qui con immenso dolore», sono le parole del vescovo Negri; è stato lui a celebrare la messa ieri. «Lo strazio di queste due vite distrutte investe chi ha condiviso con loro il cammino terreno e il dolore che proviamo ci accompagnerà fino alla fine dei nostri giorni. Che sfida ci lancia il Signore? Cosa vuole da noi? È la sfida della fede». Il padre seduto al primo banco accanto ai familiari tiene la testa tra le mani. Tra i vari presenti spuntano anche il sindaco di Ferrara Tagliani, l'assessore all'urbanistica Fusari, il direttore di Unindustria Bonora, il questore D'Anna e anche i primi soccorritori giunti sul luogo dell'impatto. Bara marrone per la Leonardi, bara bianca per la piccola Grazzi: «Il Signore viene quando vuole - prosegue Negri - senza preavviso e queste due sorelle lo stavano attendendo ognuna a modo suo e ora sono con Lui». Al termine dell'omelia alcune amiche, forse le più strette, di Tiziana hanno voluto leggere alcune parole. Alcuni stralci di ricordi bagnati dalle lacrime: «Titti era una grande amica, c'era quando avevi bisogno. Era una mamma dolce ma attenta all'educazione delle proprie figlie. A luglio avrebbe compiuto 40 anni e volevamo festeggiarlo insieme ma a quella data non c'è mai arrivata e per noi resta il dolore». E poi il ricordo di un gioco che capita spesso di fare: "Cosa ti porteresti se dovessi andare su un'isola deserta?", si erano chieste vicendevolmente le amiche 5 anni fa: «Tiziana aveva risposto: "La mia Luly" (soprannome di Ludovica, ndr), non esitò un momento. E ora hanno intrapreso questo lungo viaggio e magari si trovano proprio insieme su un'isola». Le parole di cordoglio sono tante e anche il senso di impotenza resta vivo in chi, giunto sul posto, non ha potuto porre rimedio a una situazione disperata.
Samuele Govoni
