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Locke, un uomo solo al comando per un grande film “on the road”

Locke, un uomo solo al comando per un grande film “on the road”

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Locke

Un film di Steven Knight. Con Tom Hardy. Thriller, durata 85 minuti - Gran Bretagna, 2013.

di GIAN PIETRO ZERBINI

A volte si devono prendere delle decisioni delicate che incideranno poi per sempre sulla tua vita e in quella degli altri. La scelta di Locke - il cognome del protagonista del film, che è anche il titolo di questa opera seconda di Steven Knight - lo inchioda alle sue responsabilità. Negli ottantacinque minuti di proiezione di questo lavoro monosequenziale, c’è un uomo solo al volante, interpretato con intensa arte recitativa dall’attore britannico Tom Hardy. Locke parla al telefono con voci fuoricampo e nel lungo viaggio in auto tra Birmingham e Londra si rivive la sua storia, il problema - visto che è sposato con prole - di dover assistere un’altra donna che ha conosciuto solo in maniera occasionale, ma da quell’unico rapporto è stato concepito un figlio che sta per nascere. Un campo lungo cinematografico autostradale, con quell’uomo, i suoi pensieri e i suoi discorsi, dentro quella Bmw che viaggia nella notte. Girato in maniera sperimentale con grande efficacia e già presentato con successo all’ultima mostra del cinema di Venezia, il film di Knight è una bella intuizione e invita lo spettatore a salire su quell’auto, in una metafora della vita, sulle scelte difficili e sulle sfide, che ha caratterizzo altri bei film on the road, da “Il sorpasso” di Risi a “Duel” di Spielberg, fino al recente “Nebraska” di Payne.

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