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«Dopo otto anni di crisi servono soluzioni»

Stefano Bondi, appena rieletto nelle Rsu Berco, ha disegnato il difficile quadro della grande azienda. «Dopo otto ani di crisi non è una festa serena del 1 maggio - ha sottolineato - un anno fa era...

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Stefano Bondi, appena rieletto nelle Rsu Berco, ha disegnato il difficile quadro della grande azienda. «Dopo otto ani di crisi non è una festa serena del 1 maggio - ha sottolineato - un anno fa era iniziata la lotta per salvare lo stabilimento e il territorio. Ma è finita in aprile la cassa integrazione. Risultato: altri 328 lavoratori sono usciti dalla Berco con i vati incentivi, e gli esodati.

Un pesante sacrificio che ha evitato altri licenziamenti.

Mentre in tutto ben 950 persone sono uscite dalla Berco: un dramma sociale non solo della nostra zona che dovrebbe far riflettere».

«Il tutto non è stato ancora risolto, mentre la collettività, la gente ha fatto la sua parte, con 40 milioni di euro di costo per la dura ristrutturazione», ha detto ancora Bondi. Che ha aggiunto, «abbiamo già dato come lavoratori. Non possiamo pagare ancora il prezzo d'inefficienza, e uno stato di precarietà e incertezza sulla vendita della Berco, con ripercussioni negative sul mercato.

I dirigenti devono fare la loro parte, il 13 maggio con un incontro col manager Kross di ThyssenKrupp».

Infine «anche le istituzioni, devono dire ancora la loro: abbiamo in proposito chiesto un incontro anche al Ministero dello Sviluppo economico, ma non ci è arrivata finora una risposta. Ma noi pretendiamo una prospettiva per la Berco dalla dirigenza. E dobbiamo ancora dire grazie ai grandi sacrifici già fatti dai lavoratori», ha concluso Bondi.

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