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«Non strumentalizzate le feste civili e religiose»

«Non strumentalizzate le feste civili e religiose»

Presa di posizione unanime del consiglio dopo gli striscioni esposti da FdI Il sindaco: necessaria attenzione vista anche la replica del primo maggio

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CENTO. «Il consiglio comunale di Cento respinge qualsiasi forma di strumentalizzazione politica di feste civili e religiose di valenza nazionale e/o internazionale». Il consiglio comunale mercoledì sera ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno congiunto, modificato in corso d'opera. Una festa del Lavoro, all'insegna dello scontro politico, tra l'amministrazione Lodi e Fratelli d'Italia, tornati in centro, nel piazzale Bonzagni con un secondo striscione con la scritta “Sarà Festa quando Piero Lodi cambierà lavoro”. Ad annunciarlo in aula mercoledì sera, proprio il sindaco che interviene dopo aver ricevuto comunicazione della questura dell'imminente manifestazione.

«L'operazione 25 Aprile viene ripetuta - ha commentato - un fatto inqualificabile e di una gravità assoluta. Verrà deriso anche il 1°Maggio». E attaccando Fratelli d'Italia: «L’iniziativa è promossa da una formazione politica che evidentemente vuole mettere in discussione tutte le feste nazionali del nostro paese. Siamo qui oggi a discutere di quanto accaduto il 25 Aprile, e loro si possono permettere di scendere in piazza a disprezzare e deridere le feste nazionali, perché altri sono morti per garantire la libertà, anche a loro di fare fatti che devono essere chiamati per quello che sono: fatti in inqualificabile maleducazione politica, definiti dal senatore Alberto Balboni “goliardica e intelligente provocazione”, ma che non deve avere nulla a che fare con la derisione dei nostri valori democratici, che vanno invece rispettati». E aggiunge: «Deridere la giornata della Festa del Lavoro a fronte del dramma della disoccupazione, qualifica chi compie questi atti. Non dico che con due striscioni contro Piero Lodi, riapriremo le porte a fenomeni che fino poco fa, avrei detto sepolti, ma facciamo attenzione».

Unendosi poi al messaggio di solidarietà lanciato dal consigliere Mattioli e dai consiglieri Pd ed Fds alla famiglia Aldrovandi, dopo l'applauso al congresso Sap per gli agenti condannati, il sindaco ha ribadito: «È inaccettabile il fatto che vengano derisi prima il valore della famiglia, poi gli affetti, poi il diritto di girare per strada senza essere aggrediti, la libertà e il lavoro, da persone che si candidano a rappresentarci nelle istituzioni».

Beatrice Barberini