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«Tutto il 118 ha funzionato perché eravamo pronti»

«Tutto il 118 ha funzionato perché eravamo pronti»

Adelina Ricciardelli: in due ore abbiamo trasferito tutti i feriti, gravi e più lievi «È stata la prima vera maxi emergenza gestita dalla centrale unica, tutto ok»

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Dopo la tragedia, è il momento del bilancio per i sanitari del 118, e a tracciarlo è Adelina Ricciardelli, responsabile del servizio a Ferrara: «E’ stata la prima vera maxi emergenza gestita dalla nuova centrale del 118, al confine tra le province, con mezzi di soccorso inviati da Ferrara e Bologna e altre automediche distribuite sul territorio per le emergenze». I numeri evidenziano la gravità dell’evento, con tanti feriti, ma lievi: «Abbiamo trattato 76 pazienti, di questi un deceduto, due codici critici caricati e portato subito al Maggiore. Tutti gli altri feriti erano codici verdi, pazienti che potevano camminare e sono stati trasferiti con ambulanze del 118 e pullmini forniti grazie alla collaborazione della Croce Rossa di Ferrare e Bologna: questo ci ha permesso di non utilizzare ulteriori ambulanze e sguarnire il servizio per altre emergenze eventuali». Il problema di questa emergenza era la equa distribuzione per destinazioni, sottolinea la Ricciardelli , «per evitare ingolfamenti negli ospedali tra Ferrara e Bologna». Alla fine tutto ha funzionato, il collaudo della centrale unica del 118 è passato a pieni voti, non è così? «Sì, assolutamente sì, visto che la prima chiamata è delle 3.06, io sono stata contattata alle 3.10 e alle 5.04 l’ultimo paziente era stato condotto in ospedale: dal punto di vista sanitario in meno due ore abbiano gestito e superato questa emergenza, un segnale che la macchina dei soccorsi è rodato ed è ora collaudato». Anche perchè, l’ottobre scorso, a Voghiera, il 118 aveva eseguito una simulazione di un pullman rovesciato e un’auto incendiata: «Aver fatto quella simulazione e quella formazione ha permesso ai colleghi di essere pronti sulle maxi emergenze: ha rafforzato la nostra convinzione che, anche se fortunatamente questi eventi accadono raramente, se non sei formato e preparato ad affrontarli, rischi di vanificare il lavoro che fai: puoi intervenire con 10mila ambulanze, ma se la centrale e chi coordina non è in grado di smistare, selezionare e gestire l’emergenza tutto gira a vuoto, quando ci sono numeri così importanti si rischia davvero di vanificare ogni sforzo e non dare assistenza adeguata». Insomma, puoi dispiegare la cavalleria ma chi la coordina deve sapere cosa fare e dove trasferire i pazienti. «Ci ha dato soddisfazione tutto questo e la prossima settimana faremo il punto per rileggere ciò che ha funzionato e verificare se possa esservi qualcosa da perfezionare». Ma la gestione della centrale unica 118 ha superato l’esame: «Ad onor del vero, sicuramente i tempi si sono abbreviati: era l’infermiere di Ferrara a gestire i mezzi in collaborazione coi colleghi di Bologna». Un lavoro di equipe, confrontandosi. «Noi qui sul territorio eravamo pronti col carrello di primo presidio, qualora vi fossero state vittime più gravi, per stabilizzarle sul posto, pronti a dare questa risposta se tutto fosse stato più complicato». Il carrello di pronta emergenza per i trattamenti vitali sul posto è stato acquistato da poco: «Ci dicevano scherzando, ‘non lo userete mai’. Avendolo mi sento tranquilla - conclude la Ricciardelli -: l’importanza in tempo di pace, è pianificare per quando arriva la guerra».

Daniele Predieri

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