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«Cultura, pochi soldi a Ferrara dalla Regione»

«Cultura, pochi soldi a Ferrara dalla Regione»

Anselmi (centrodestra): «Con 800mila euro in più potremmo raddoppiare le mostre e ridurre la tassa di soggiorno. Da oggi la raccolta di firme»

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Una petizione per chiedere alla Regione di riconoscere a Ferrara il ruolo primario di polo museale in Emilia-Romagna; riconoscimento formale per poi poter godere di finanziamenti specifici per migliorare e ampliare l'offerta di mostre. Lancia l'idea Matteo Fornasini, in lista alle comunali per Forza Italia, e il candidato sindaco Vittorio Anselmi la fa propria. "Sappiamo che Ferrara è qualificata come città d'arte e di cultura - osserva il primo -, purtroppo il bilancio regionale presenta evidenti sperequazioni: le risorse vanno soprattutto alle zone appenniniche e a Rimini-Ravenna". Ecco quindi la via della raccolta firme (un modo per "sbattere i pugni sul tavolo in Regione", spiega il promotore), che si terrà nei prossimi giorni con una serie di banchetti in centro; in aggiunta si può scaricare la petizione sul sito web www.matteofornasini.it. "L'iniziativa - dice Anselmi - è pienamente nella filosofia del mio programma. Serve un rilancio strategico del settore turistico, ora come ora un motore straordinario che sta girando in folle: va costruito un vero e proprio distretto, come quello agroalimentare, con una messa in rete delle diverse strutture museali". Con 800mila euro in più ogni anno dalla Regione "potremmo raddoppiare l'importanza delle mostre e ridurre la tassa di soggiorno", sottolinea Luca Cimarelli il quale pensa anche a cooperative di giovani ("magari non alle stesse realtà che hanno spadroneggiato in questi anni", aggiunge) per la gestione di quei luoghi culturali dove c'è carenza di personale pubblico.

L'appello su cui si chiedono sottoscrizioni a 360 gradi include pure la proposta di liberare il Castello Estense dagli uffici amministrativi per farne un museo a tutto tondo. "Di certo non deve perdere identità e tradizione", sostiene Anselmi da cui arriva un secco no all'idea di aprire un casinò dentro le quattro torri, provocazione lanciata dalla candidata sindaco Marica Felloni. "A parte le normative vincolanti e l'attenzione che si deve a fenomeni come la ludopatia - prosegue Cimarelli -, mi risulta che sia andato deserto il bando per la gestione del casinò di Venezia: facciamo i conti con la realtà dei fatti".

Sempre in tema cultura e turismo, Anselmi punta a una rivisitazione del Buskers Festival: "I finanziamenti comunali possono rimanere, però va ripensata l'organizzazione che ora tende più a escludere che a includere. Penso ai chioschi della birra che vanno ai soliti noti: perché non coinvolgere i commercianti cittadini? Poi serve una manifestazione che sia non solo all'insegna del mordi e fuggi". Nel programma anche la riorganizzazione del mercato del venerdì: via le bancarelle dalla Cattedrale, da riposizionare a sud della Torre dell'Orologio.

Fabio Terminali