Il teatro europeo va a Pontelagoscuro grazie a Czertok
Martedì, 8 e 9 maggio sul palco attori francesi e ungheresi «Per crescere servono interscambi sul piano culturale»
«Se vogliamo crescere davvero come Europa non dobbiamo parlare di questa realtà solo sul piano economico ma anche, anzi forse sarebbe proprio questo il giusto approccio, sul piano culturale. Una cultura europea che incentivi attraverso progetti, idee e programmi gli interscambi tra i vari Paesi e le varie società».
Horacio Czertok, da bravo uomo di teatro la pensa così. E ha ragione. Prima di spiegare il “Maggio del teatro europeo”, Czertok mette le mani avanti e precisa subito che «Non ha nulla a che vedere con le elezioni, non facciamo campagna elettorale in scena».
Martedì, l’8 e il 9 maggio al teatro “Julio Cortazar” di Pontelagoscuro (in via della Ricostruzione 40), andranno in scena tre spettacoli proposti non solo da tre compagnie diverse, ma che provengono addirittura da tre Paesi differenti. L’uomo che ride di Victor Hugo verrà rappresentato dal Theatre du fil, compagnia francese; Wozzeck di Georg Buchner verrà proposto dal Teatro Sinnhaz Ures Ter, compagnia ungherese e infine Atlante, frutto del laboratorio del Teatro Nucleo, diretto dallo stesso Horacio Czertok. «Oggi come oggi fare teatro è molto difficile. I costi vivi sono molto pesanti da sostenere e senza sovvenzioni europee sarebbe quasi impossibile per piccole realtà indipendenti, underground e sperimentali proseguire un proprio discorso. Il Teatro Nucleo – spiega- è cresciuto negli anni della rete, quando c’era quel sottobosco di giro che permetteva alle compagnie di portare fuori dalle proprie città e spesso fuori dal Paese i propri lavori. E allora sì che c’era uno scambio vero e proprio. Oggi questo appare quasi impossibile. Restano le grandi compagnie è vero ma tutto il resto dove finisce?».
Gli spettacoli che saranno in scena a Pontelagoscuro saranno recitati in lingua originale ma «Sono molto fisici e comprensibili, sennò non li avremmo proposti al pubblico».
Czertok dopo tanti anni passati tra il palco, le sale prove e le platee si infervora ancora. Ama ancora questo mestiere e crede fortemente nella sua importanza, soprattutto per i giovani: «Spesso mi chiedo se si possa veramente imparare a fare a meno del teatro e mi rispondo che sì, si può. Ma si starebbe peggio, sarebbe un brutto sintomo per noi e per il Paese tutto».
Per tutti e tre gli appuntamenti, che si svolgeranno sempre alle 21, l’ingresso sarà a offerta libera: «Ognuno paga ciò che riesce, l’importante è che venga gente. C’è la possibilità di vedere a Pontelagoscuro tre compagnie, di cui una dall’Ungheria e una dalla Francia: perché non approfittarne?».
Samuele Govoni
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