In fuga per la libertà Cento mobilitata in aiuto dei profughi
Dopo l’accoglienza a dodici cittadini scappati dal Mali un’altra decina di esuli sarà per due settimane nel Centese
CENTO. Il dramma dei profughi coinvolge e mobilita anche Cento. Dopo l'accoglienza di 12 persone fuggite dal Mali, sono in arrivo, in questa fase di emergenza, un'altra decina di persone.
A parlarne, durante l’ultima seduta del consiglio comunale è stato il sindaco Piero Lodi: «Sono numeri importanti, quelli relativi alle persone in fuga che, lasciano situazioni drammatiche nel paese d'origine e tentano il viaggio della disperazione verso l'Italia. In questo contesto e nell'ambito del coordinamento della Prefettura di Ferrara anche la provincia di Ferrara, su indicazione del ministero dell'Interno, è stata chiamata a fare la propria parte in termini di ricettività. In un clima di profonda assunzione di responsabilità da parte di tutti, i Comuni della provincia stanno cercando di fare la propria parte».
Così, come riferisce il sindaco, anche il Comune di Cento è stato chiamato a svolgere un ruolo: «Due settimane fa, abbiamo già accolto dodici profughi provenienti dal Mali, mentre proprio in questi giorni sono in arrivo altre dieci persone che, in questa fase di emergenza, verranno accolti nel territorio centese fino al 15 maggio. Poi si vedrà».
Al momento, il percorso di accoglienza e la sua gestione è in fase strutturazione, ma «se non si arrestano gli sbarchi, il problema non potrà che peggiorare». Punto di riferimento a Cento è l'assessorato ai servizi alla persona, nella persona dell'assessore Manderioli, che opera in coordinamento con Asp di Ferrara e la Prefettura: «È stato immaginato un meccanismo in due fasi - ha spiegato Lodi - un primo ricovero di emergenza in strutture ricettive per avere il tempo utile all’organizzazione, e in secondo luogo, il meccanismo simile allo Sprar, anche se ad oggi manca l'attivazione da parte del governo. Quindi, ben presto i primi profughi saranno collocati in appartamenti, inseriti in un percorso socio-sanitario che ne comporterà la presa in carico sia da parte dei servizi alla persona sia del sistema sanitario nazionale».
E alcune considerazioni: «Se da un lato ritengo che sia giusto che Cento faccia la propria parte per affrontare questo dramma umanitario - ha proseguito il sindaco - dall'altro occorrono quanto prima regole chiare e strategie di lungo periodo a livello nazionale. Sul problema poi, occorre un'assunzione di responsabilità anche da parte dell'Europa, e non solo delle nazioni frontaliere».
Beatrice Barberini
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