La Nuova Ferrara

Ferrara

L’energia creativa di Paolo Natali è ancora feconda

di Fabio Ziosi
L’energia creativa di Paolo Natali è ancora feconda

Un libro curato da Andrea Boldrini lo ricorda e ripercorre l’opera innovativa del musicologo e uomo di teatro

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Ai giovani e giovanissimi il nome di Paolo Natali dice poco. Eppure è grazie anche a lui se nel corso degli ultimi anni, migliaia e migliaia di studenti delle scuole elementari e medie hanno potuto essere partecipi di Musica e Scuola e di Teatro Ragazzi e di altre iniziative a loro rivolte dal Teatro Comunale Abbado di Ferrara. Oggi un libro, curato da Andrea Boldrini con la collaborazione di Roberto Roda, lo ricorda a chi l’ha conosciuto e lo fa scoprire a tutti gli altri; il titolo è: “Paolo Natali, un musicologo tra etnografia, didattica e teatro”.

La pubblicazione, ricca di testimonianze di chi l’ha conosciuto e con lui ha lavorato, ha anche il pregio di raccontare un periodo storico fecondo nel fare cultura nella nostra città; molto di quello che abbiamo oggi, di cui noi oggi godiamo, viene da lontano ed è stato costruito da persone come Paolo Natali.

Anche se questo, da solo, potrebbe bastare, Natali è stato qualcosa di più. Ha avuto la capacità di comprendere come vari “segmenti” culturali dovessero necessariamente intrecciarsi per aumentare esponenzialmente la loro capacità di fare cultura, ma è stato anche in grado di realizzare questo progetto, di renderlo praticabile anche agli altri.

Quello che ha creato l’ha reso un bene di tutti, ha “donato” il suo lavoro agli altri, alla città. Ripeto, non è una cosa né scontata né automatica. E molte, se non tutte, le testimonianze riportate nel libro, sottolineano questa sua disponibilità ricca di energia contagiosa e di capacità scientifica e professionale.

Le testimonianze sono di Andrea Barra, Andrea Boldrini, Gian Paolo Borghi, Mario Gessi, Olao Marani, Gisberto Morselli, Agnese e Isabella Natali, Marino Pedroni, Roberto Roda, Luigi Sandri, Brunaldo Trambaioli, Valerio Tura e Giorgio Zanella. Appartengono ai mondi di Paolo Natali: prima a quello primo dell’etnografia, poi a quello del Teatro Comunale e infine a quello della didattica.

Natali (nato a Ferrara nel 1947 e morto nel 1986) inizia giovanissimo lo studio della musica e frequenta il maestro Alfredo Gorzanelli. Si dedica agli studi etnografici e comincia la collaborazione con Renato Sitti (uno dei personaggi ferraresi che meriterebbe di essere riscoperto) e con lui partecipa – siamo nel 1972-73 - alla fondazione del Centro Etnografico Ferrarese del Comune di Ferrara. Coordina e partecipa alle attività del Laboratorio di Educazione Musicale per le scuole d’infanzia comunali. Intensa l’attività di ricercatore e operatore culturale. Nel 1978 inizia la collaborazione con il Conservatorio Frescobaldi e con il Teatro, dove organizza le prime rassegne di Teatro Ragazzi. Dal 1980 al 1986 diventa vicedirettore del Teatro. Sin dal 1970 partecipa al dibattito nazionale sulle politiche culturali, l’educazione musicale e teatrale nella scuola, l’etnomusicologia.

A ritrarre la prima parte dell’impegno di Natali sono, in particolare, i due ampi scritti di Roberto Roda del Centro Etnografico e Gian Paolo Borghi ento-antropologo ed etno-storico. Roda ricorda come, grazie al lavoro di Sitti e Natali e anche alla politica comunale, «nella seconda metà degli anni Settanta il Centro diventò un esempio pionieristico e punto di riferimento istituzionale per molte amministrazioni locali: quelle che, nella Penisola, sentivano l’esigenza di recuperare quelle forme di cultura tradizionale che lo iato del boom economico aveva dissipato». Ferrara faceva scuola.

Intense sono le testimonianze di Gisberto Morselli, direttore del Teatro dal 1980 al 2010 e di Marino Pedroni, attuale direttore. Morselli lo chiama «uomo di teatro» e riconosce come il suo lavoro «abbia prodotto un patrimonio prezioso di esperienze che non è andato perduto, ma è diventato parte di un sapere comune, ancora vivo e in grado di produrre frutti nuovi e originali». Infine due righe della “dolce memoria” del direttore didattico Olao Marani che assieme a insegnanti, alunni e genitori lavorò con lui: «Noi che, dopo, è arrivato Paolo Natali e con lui si è spalancato tutto un sorprendente mondo nuovo, colmo di stimoli».

Giovedì 8 maggio, alle ore 18, al Ridotto si terrà la presentazione del volume; ne parlerà Gianni Cerioli, pedagogista e formatore. Nel corso dell’incontro Fabio Mangolini leggerà alcune testimonianze e passi del libro; il violinista Luca Mardegan, allievo della classe del maestro Alessandro Perpich del Conservatorio Frescobaldi, eseguirà “Recitativo e scherzo per violino solo” di Fritz Kreisler.

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