La Nuova Ferrara

Ferrara

Editori con cuore a Ferrara e sede a Parigi

Editori con cuore a Ferrara e sede a Parigi

Si affaccia una nuova realtà. È la “meme publishers” ha grandi progetti con eco internazionale. Debutto al Salone di Torino

3 MINUTI DI LETTURA





Nel centro storico ha preso casa meme publishers, una nuova realtà editoriale che ha scelto l’aria accogliente di Ferrara per la redazione, mentre i suoi traduttori lavorano tra Milano e Parigi. Il marchio sarà ospitato alla XXVII edizione del Salone del Libro di Torino nell’area “Incubatore”, riservata alle start-up emergenti. Meme, dall’eponimo di Jouxtel nella Memetica. Il codice genetico della cultura, crede che le potenzialità offerte dal web possano essere sviluppate in spessore e qualità. Tanto è vero che i direttori Marco De Luca e Marco Belli hanno alle spalle una navigata esperienza nel settore; De Luca, oltre a essere stato il grafico della leggendaria rivista “sud”, si è occupato di mostre d’arte contemporanea, tra le quali “Travaux/Souvenirs”, la personale di Daniel Buren a Napoli nel ’05. Attualmente insegna grafica editoriale nella scuola secondaria. Marco Belli, invece, è fotografo e docente di Storia e filosofia, e in città ha fondato Linea B/N nel ’08. È conosciuto per il celebre Porno bloc, rotocalco erotico scritto con Mazzoni ed esploso a livello nazionale, per gli scatti sfuggenti a “Lapin”, intorno al bianconiglio tenuto a battesimo dal poeta Hrabal e per aver illustrato una raccolta in versi di Buctovan. Ecco cosa ci hanno raccontato:

Qual è la filosofia editoriale di meme?

«Meme è una casa editrice internazionale a tutti gli effetti, che ha l’intenzione di importare autori francofoni e anglofoni, specialmente americani da scoprire, in Europa ed esportare gli italiani di valore altrove».

Cosa offre di nuovo al lettore?

«Meme ha esordito col romanzo noir - memeNoir, collana curata da Lorenzo Mazzoni, creatore dell’anarchico Malatesta - ma puntiamo a espanderci con la letteratura al femminile - memeFemme, collana curata da Lucilla Parisi».

Perché sarete ospiti del Salone del Libro come editore straniero emergente?

«Perché la nostra sede è a Parigi. E proprio a Parigi siccome riteniamo che la Francia in questo momento abbia un progetto organico e strutturato nella gestione delle energie culturali, così la tutela dei piccoli librai, rendendosi un punto di riferimento a livello europeo e nella fattispecie rispetto agli e-book».

Dunque meme ha una dimora interamente digitale?

«Trasversale e digitale: non pubblichiamo in Italia o in Francia, bensì in italiano o in francese. Abbiamo scelto senza ripensamenti la diffusione via web a causa di una serie di limitazioni del mercato cartaceo. Infatti, oltre ai costi di produzione e di distribuzione, l'universo virtuale permette di abbattere le barriere locali: facciamo volare la cultura sopra i confini nazionali e siamo presenti dall'istante dopo l'uscita sul mercato mondiale».

Una chicca per la Nuova Ferrara?

«Certo, usciremo a breve con un volume sul vitigno ferrarese autoctono del Fortana, “L’uva d’oro” di Marcello Bertelli: una pubblicazione interattiva per tablet, sviluppata in collaborazione con l’associazione Italiana Sommelier all'interno della collana “memeDoc”, enogastronomia letteraria a cura di Martina Mazzacurati e Marco Belli».

Matteo Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA