Editori con cuore a Ferrara e sede a Parigi
Si affaccia una nuova realtà. È la “meme publishers” ha grandi progetti con eco internazionale. Debutto al Salone di Torino
Nel centro storico ha preso casa meme publishers, una nuova realtà editoriale che ha scelto l’aria accogliente di Ferrara per la redazione, mentre i suoi traduttori lavorano tra Milano e Parigi. Il marchio sarà ospitato alla XXVII edizione del Salone del Libro di Torino nell’area “Incubatore”, riservata alle start-up emergenti. Meme, dall’eponimo di Jouxtel nella Memetica. Il codice genetico della cultura, crede che le potenzialità offerte dal web possano essere sviluppate in spessore e qualità. Tanto è vero che i direttori Marco De Luca e Marco Belli hanno alle spalle una navigata esperienza nel settore; De Luca, oltre a essere stato il grafico della leggendaria rivista “sud”, si è occupato di mostre d’arte contemporanea, tra le quali “Travaux/Souvenirs”, la personale di Daniel Buren a Napoli nel ’05. Attualmente insegna grafica editoriale nella scuola secondaria. Marco Belli, invece, è fotografo e docente di Storia e filosofia, e in città ha fondato Linea B/N nel ’08. È conosciuto per il celebre Porno bloc, rotocalco erotico scritto con Mazzoni ed esploso a livello nazionale, per gli scatti sfuggenti a “Lapin”, intorno al bianconiglio tenuto a battesimo dal poeta Hrabal e per aver illustrato una raccolta in versi di Buctovan. Ecco cosa ci hanno raccontato:
Qual è la filosofia editoriale di meme?
«Meme è una casa editrice internazionale a tutti gli effetti, che ha l’intenzione di importare autori francofoni e anglofoni, specialmente americani da scoprire, in Europa ed esportare gli italiani di valore altrove».
Cosa offre di nuovo al lettore?
«Meme ha esordito col romanzo noir - memeNoir, collana curata da Lorenzo Mazzoni, creatore dell’anarchico Malatesta - ma puntiamo a espanderci con la letteratura al femminile - memeFemme, collana curata da Lucilla Parisi».
Perché sarete ospiti del Salone del Libro come editore straniero emergente?
«Perché la nostra sede è a Parigi. E proprio a Parigi siccome riteniamo che la Francia in questo momento abbia un progetto organico e strutturato nella gestione delle energie culturali, così la tutela dei piccoli librai, rendendosi un punto di riferimento a livello europeo e nella fattispecie rispetto agli e-book».
Dunque meme ha una dimora interamente digitale?
«Trasversale e digitale: non pubblichiamo in Italia o in Francia, bensì in italiano o in francese. Abbiamo scelto senza ripensamenti la diffusione via web a causa di una serie di limitazioni del mercato cartaceo. Infatti, oltre ai costi di produzione e di distribuzione, l'universo virtuale permette di abbattere le barriere locali: facciamo volare la cultura sopra i confini nazionali e siamo presenti dall'istante dopo l'uscita sul mercato mondiale».
Una chicca per la Nuova Ferrara?
«Certo, usciremo a breve con un volume sul vitigno ferrarese autoctono del Fortana, “L’uva d’oro” di Marcello Bertelli: una pubblicazione interattiva per tablet, sviluppata in collaborazione con l’associazione Italiana Sommelier all'interno della collana “memeDoc”, enogastronomia letteraria a cura di Martina Mazzacurati e Marco Belli».
Matteo Bianchi
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