«Fuori i piani di riorganizzazione»
La Fials all’attacco dell’Asl sul progetto dell’Ospedale di Comunità
«L’Osco (Ospedale di Comunità) di Copparo, che dall’1 giugno 2014 dovrebbe sorgere dalle ceneri della lungodegenza post-acuzie (lpa) rimane un enigma, un “Coso”». Il sindacato Fials torna a contestare la riorganizzazione sanitaria attuata sul territorio estense e all’Asl «chiede con urgenza il progetto dettagliato della riconversione, i tempi e le modalità di realizzazione e il piano di formazione degli operatori coinvolti per favorire l’integrazione tra i professionisti: medici di medicina generale, infermieri, operatori socio sanitari, ecc.». Non sono noti inoltre «i progetti di riorganizzazione e i tempi di realizzazione inerenti gli altri servizi per le importanti ricadute sugli operatori e sui pazienti (tempi di attesa per l’accesso alle prime visite e ai controlli, alle prestazioni diagnostiche, terapeutiche e riabilitative, stato dell’arte dei percorsi per patologie croniche, ecc)». La segretaria provinciale della Fials, Mirella Boschetti, argomenta la sua posizione in questo modo: a Copparo sono stati chiusi «il punto di primo soccorso e il day surgery, sono stati persi 46 posti letto e si è registrato un calo occupazionale». Tutto questo mentre «prosegue la riorganizzazione di altri servizi: radiologia, dialisi, riabilitazione, day hospital, ecc., una “rivoluzione silenziosa” di cui a tutt’oggi non è dato avere piena conoscenza». L’Asl, prosegue la sindacalista, ha speso ingenti somme «per adeguare la ‘lpa’ di Copparo ai requisiti specifici richiesti per l’accreditamento», ma poco dopo «ha sfrattato i degenti e li ha trasferiti al 2° piano, nella ex unità operativa di medicina. Pertanto, addio agli ausili nei bagni dei pazienti, ove aggrapparsi per evitare cadute e per agevolare l’autonomia delle persone con difficoltà motoria, addio alla vasca barella per un bel bagno ristoratore ai pazienti non autosufficienti, addio all’impianto di condizionamento centralizzato, ai nuovi testaletto e ai nuovi impianti per ossigenoterapia, ecc. Fa indignare questo spreco di denaro pubblico».