La Nuova Ferrara

Ferrara

bilancio dellA consigliera di parità orioli

Sono in aumento discriminazioni mobbing e molestie

Sono in aumento discriminazioni mobbing e molestie

Discriminazioni di genere o per maternità, ma anche mobbing, molestie e ricatti sessuali. Sono i casi che deve affrontare la consigliera di parità effettiva della Provincia. Il suo è stato un lavoro...

2 MINUTI DI LETTURA





Discriminazioni di genere o per maternità, ma anche mobbing, molestie e ricatti sessuali. Sono i casi che deve affrontare la consigliera di parità effettiva della Provincia. Il suo è stato un lavoro in crescita, nel 2013.

«Il persistere della crisi economica – spiega Donatella Orioli – ha veicolato, giustamente, l’attenzione di tutti verso la perdita di posti di lavoro. Purtroppo però anche le condizioni del lavoro cosiddetto “stabile” sono cambiati in termini qualitativi, danneggiando le persone che lavorano ma con ripercussioni anche nella vita privata e nel rapporto con i figli».

Ma chi sono le donne che hanno presentato le loro problematiche, durante l’anno passato, all’ufficio di via Cairoli ospitato dal Centro per l’Impiego della Provincia? Età media 41 anni e mezzo (in aumento), nel 65% dei casi coniugata o convivente, quasi una su due diplomata mentre una su quattro è laureata. In larga maggioranza si tratta di occupate nel settore privato.

L’attività della consigliera di parità, sottolinea la Orioli, «attiene alla mediazione e prevenzione, deve essere considerato uno strumento utile per sintetizzare i bisogni delle lavoratrici e delle imprese, concertando con le organizzazioni sindacali ogni qualvolta si renda proficuo, sempre in un’ottica di miglioramento delle performance ma nel rispetto del benessere delle persone».

Nel 2013 rispetto ai dodici mesi precedenti, sono aumentate da una settantina a una novantina le consulenze telefoniche, da 14 a 18 le consulenze “de visu” (tutte concluse positivamente), da 17 a 25 le azioni con delega, ossia quelle in cui la dipendente si fa rappresentare formalmente dalla consigliera per relazionarsi con il datore di lavoro; nel 98% dei casi si tratta di azioni, queste ultime, risolte positivamente in modo stragiudiziale «ed è una delle cose che mi fanno più piacere», aggiunge la Orioli. L’incontro “informale” è a oggi la strategia maggiormente risolutiva e per la conclusione della pratica sono necessari mediamente tre incontri.

Oltre alle ipologie di intervento accennate in apertura, la consigliera tratta normalmente casi che riguardano le condizioni di lavoro, la conciliazione vita-lavoro, le progressioni di carriera, i licenziamenti discriminatori; a cui si affiancano consulenze in merito alla ricerca di occupazione, alla normativa sui congedi parentali e all’accesso al lavoro. La consigliera è a tutti gli effetti un pubblico ufficiale, dipende dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (ecco perché con ogni probabilità l’ufficio sopravviverà alla riforma delle Province) ed entro il 31 marzo di ogni anno deve redigere una relazione sulla attività annuale compiuta. Tra le collaborazioni, rilevanti quelle con Udi, Centro Donna Giustizia, Soroptimist e Università di Ferrara.

Fabio Terminali