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Truffa aggravata, medico davanti al giudice

Truffa aggravata, medico davanti al giudice

Fisiatra accusata di aver chiesto a quattro anziani esenti il pagamento della visita per il test di abilitazione alla patente

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L’accusa è di truffa aggravata ai danni dello Stato. Quattro capi di imputazione, che saranno valutati dal giudice nel corso dell’udienza preliminare fissata per domani. Unica imputata è Anna Cantagallo, fisiatra molto conosciuta in città e con diverse pubblicazioni scientifiche all’attivo. Fu licenziata nel 2011 dall’azienda S. Anna per i fatti contestati nell’inchiesta penale dal cui esito, oltre due anni dopo, è scaturita la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Patrizia Castaldini. Il medico specialista, che negli anni ’90 - quando già lavorava al Centro di riabilitazione S. Giorgio - ha avuto tra i suoi pazienti il regista Federico Fellini, avrebbe tenuto una condotta professionale illecita causando un danno economico all’azienda sanitaria quantificato in un paio di centinaia di euro. I casi portati all’attenzione del giudice dell’udienza preliminare, cui spetta la decisione sull’eventuale archiviazione del procedimento o sul rinvio a giudizio della professionista, presentano caratteristiche simili.

Episodi che fanno riferimento a quattro persone anziane, ultraottantenni, per le quali è prevista una serie di accertamenti supplementari per l’abilitazione alla guida dell’auto. Nella vicenda al centro dell’inchiesta l’esame prescritto consisteva in un test neuropsicologico per il quale - sostiene la procura - l’utenza non avrebbe dovuto pagare il ticket, possedendo i requisiti per l’esenzione, mentre il medico avrebbe richiesto per ogni prestazione il versamento di 170 euro. Il pagamento, in alcuni dei casi, sarebbe poi avvenuto al di fuori delle procedure previste dal rapporto di lavoro che legava il medico all’azienda ospedaliera. Se tutto si fosse svolto correttamente il S. Anna avrebbe dovuto incassare su ognuna di quelle prestazioni circa 53 euro.

Invece in almeno un caso sarebbe stata rilasciata una ricevuta intestata ad una società privata che non ha rapporti con l’ospedale, in un altro il passaggio di denaro sarebbe avvenuto in nero, e così via. I fatti vennero a conoscenza dell’ospedale tramite la segnalazione di un paziente. Il S. Anna, poco dopo, licenziò in tronco (caso rarissimo in Italia) il medico per infedeltà aziendale. Una notizia che suscitò grande sorpresa tra gli addetti ai lavori. Anna Cantagallo aveva prestato servizio nel Centro S. Giorgio, punto di riferimento regionale e nazionale per la riabilitazione fisica e neurologica, per un periodo molto lungo: oltre 20 anni. La fisiatra specializzata in neuropsicologia, presentò subito ricorso per ottenere il reintegro nel posto di lavoro e il versamento degli stipendi non corrisposti dal giorno del licenziamento, ma la richiesta fu respinta dal giudice del lavoro nel febbraio 2012. Contro l’ordinanza fu promosso un reclamo davanti al Collegio del lavoro del Tribunale, seguito poche settimane dopo dalla conferma dell’ordinanza precedente.