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«Sicurezza non garantita Il porto torni com’era»

«Sicurezza non garantita Il porto torni com’era»

Porto Garibaldi, la rabbia dei pescatori e dei proprietari delle motonavi C’è fermento: onde alte e situazioni pericolose per chi usufruisce del servizio

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PORTO GARIBALDI. Crescono le preoccupazioni degli armatori e dei comandanti delle motonavi dedite all’escursionismo e alla pesca sportiva, dopo il recente innalzamento del moto ondoso nel portocanale di Porto Garibaldi. «Alla Regione che ha la competenza sul demanio marittimo e alla Provincia che ha effettuato i lavori dell’idrovia ferrarese, con conseguente allargamento dell’imboccatura del porto chiediamo la sicurezza – rivendicano in coro i marinai – mediante il ripristino del porto com’era prima». È bastato salire a bordo della motonave Andrea Doria attraccata in porto, per verificare con mano le preoccupazioni crescenti degli operatori del settore, perché pur in assenza di vento forte, l’imbarcazione è soggetta ad un rollio incessante con movimenti sussultori «che fino a due mesi fa non riscontravamo – dichiara il comandante Roberto Cavalieri - tant’è che abbiamo già rotto diversi palloni parabordo anche in presenza di una modesta brezza di scirocco come quella di oggi». Sono tutte allineate lungo la sponda del portocanale nei pressi del traghetto le motonavi Delfinus, Andrea Doria, Kelly, Albatros, Anna B., Federica Isabella, ma il timore dei loro armatori è soprattutto legato alla sicurezza dei passeggeri. Tra loro interviene anche Mauro Alberi, titolare del traghetto, il quale sottolinea come «in presenza di vento moderato di 15/20 nodi una volta l’ormeggio in porto era sicuro, mentre adesso basta che l’intensità del vento sia poco più superiore per formare onde alte anche 30-40 centimetri. Io imbarco turisti, studenti, anche persone con disabilità – precisa Alberi – e la barca non sta ferma. Quando farà maltempo come farò a garantire il servizio?». Lo stesso titolare del traghetto riferisce di aver già segnalato la problematica all’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Garibaldi. «Se in passato succedeva due o tre volte l’anno di restare fermi – lamenta Alberi – d’ora in poi potrebbe succedere spesso e io dovrei invece garantire continuità al servizio di trasporto». In più di un’occasione i marinai, durante gli incontri con tecnici ed esponenti politici della Provincia, hanno rilevato il problema, “ma non è mai stato preso seriamente in considerazione – aggiunge Angelo Carli - bisogna chiedersi cosa succederà quando il porto sarà ulteriormente scavato, togliendo il faro con la sua barriera rimasta al centro». La soluzione è riposta nella proposta avanzata da Romolo Bonazza, capitano dell’Anna B., secondo cui «la bocca a mare va messa in sicurezza con una diga, lasciando il faro dov’è e chiudendo il porto sul lato del Lido degli Estensi». Il problema e dunque le preoccupazioni sono legate al trasporto di passeggeri, non di merci...

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