Una nuvola rosa a Roma per il digitale al femminile
Coinvolte studentesse ferraresi nel progetto in favore della totale emancipazione Le testimonianza di alcune partecipanti al laboratorio. La voglia di mettersi in gioco
Formativa, interessante, entusiasmante, sinonimo di opportunità: sono i termini estremamente favorevoli con cui le delegate dell'Università di Ferrara, al loro rientro in sede, hanno descritto La Nuvola Rosa. Diciotto ragazze, provenienti da regioni, città e facoltà diverse, ma con qualcosa in comune, il desiderio di mettersi in gioco. Mettersi in gioco in una società che, sin dalle origini, ha visto predominare la figura maschile. L'uomo era il cacciatore, il guerriero, il politico; la donna, invece, era la casalinga, la madre, la compagna e non poteva aspirare ad altri ruoli. Dunque una creatura dalla storia travagliata, che però oggi decide di imporsi e far risuonare la propria voce sul mondo. La Nuvola Rosa ha permesso alle studentesse ferraresi di acquisire conoscenze essenziali in ambito digitale, poiché il web e le tecnologie ormai permeano il presente e ancora più permeeranno il futuro, ha affermato Alessandra Loberti di Economia: “Un futuro non troppo lontano sarà sempre più caratterizzato da tecnologie non pervasive, magari invasive, ma con un’accezione positiva. Ci aiuteranno a vivere meglio e saranno un aiuto per conciliare lavoro, carriera, famiglia, amici, figli, passioni, hobby e tutto quello che può entrare a far parte dell'universo femminile”. Tra i corsi da seguire, oltre alla teoria, hanno riscontrato una certa concretezza, ha spiegato Roberta Soncini di Ingegneria: “DevelopHer, create yourApp, ci ha trasmesso conoscenze in merito alla creazione di un’application individuale, sicuramente poco usuale tra gli insegnamenti che potremmo trovare nei nostri percorsi di studio”. Sì tecnologia, ma anche confronto; infatti le studentesse si sono confrontate con donne che hanno dovuto lottare contro la società maschilista, perché colpevoli di avere seguito i propri sogni. Sogni che le hanno portate a scontrarsi, inesorabilmente, contro quella parete di schemi, imposizioni sociali che vedevano l'uomo come unico protagonista di determinati ambiti, quelli appunto della scienza, della tecnologia e della ricerca. A tale riguardo alcune delle delegate di UniFe hanno espresso un'opinione tanto soggettiva quanto coerente. Per prima Carlotta Soncini di Ingegneria: “La mia esperienza a Nuvola Rosa è stata più che costruttiva, sia a livello personale sia universitario. Personale siccome ho avuto modo di incontrare ragazze da tutta Italia, con la stessa voglia e grinta di farsi valere in ambito scientifico, ed altre già in carriera. Di certo la loro testimonianza ci dimostrato chiaramente che possiamo anche noi fare carriera, parimenti agli uomini, e possiamo farcela con i medesimi mezzi: testa, cultura, istruzione e carattere”. Si respira un'aria frizzante e piena di risorse tra queste studentesse che lavorano sodo e con passione per raggiungere i loro obbiettivi. La Nuvola Rosa, inoltre, ha messo loro in discussione quali figure femminili a trecentosessanta gradi, ha precisato Mariasilvia Giacalone di Giurisprudenza: “È vero che ancora oggi c'è un divario di genere e molte donne lottano per combatterlo, ma è altrettanto importante sottolineare che la donna, in primo luogo, deve cambiare l'idea che ha di sé. Deve maturare una visione poliedrica. È molto più di una moglie e di una madre. Finché le donne non cambieranno la maniera di guardarsi allo specchio, non potranno pretendere che lo facciano gli altri”.
Marta Crosato
AIESEC Ferrara
