«Va ridata la centralità alle imprese territoriali»
Le richieste delle piccole aziende riguardano l’alleggerimento della burocrazia una minore pressione fiscale oltre a uniformare le tariffe a livello provinciale
Rappresentano circa 13mila aziende della provincia, che tradotte in termini elettorali «valgono, pensionati compresi, qualche decina di migliaia di voti». Occhio quindi, sembrano suggerire Ascom, Cna e Confesercenti ai candidati alle amministrative del 25 maggio, ai cui indirizzi viene idealmente spedito un promemoria di dieci pagine. Pieno di indicazioni e suggerimenti «per la crescita delle imprese e del territorio». «Ci sembra sia questo il modo giusto di procedere – premette Irene Tagliani, presidente della Cna -, mediante una voce unica che dia proposte uniche. Ancora non siamo usciti dalla crisi economica e tanti sono i temi da sviluppare, da qui fino ai prossimi anni».
Il dato di contesto è sfavorevole, «infatti la nostra è la provincia del nord Italia con il maggior livello di disoccupazione», dice Paolo Benasciutti. Secondo il presidente di Confesercenti «va ridata centralità all’impresa: questo è lo spirito della nostra iniziativa».
Giulio Felloni, numero uno di Ascom, ci mette il carico: «La politica del “fare” deve arrivare anche qui. Attenzione però: le imprese vanno coinvolte, nessuna decisione può essere presa dall’alto. Per esempio, si sa come sarà arredata piazza Trento Trieste?».
E via con gli spunti offerti a chi corre per diventare sindaco o consigliere comunale, nel capoluogo come nel resto delle realtà locali dove si stanno “scaldando” le urne. Prima di tutto c’è da confrontarsi con lo scenario del dopo-Provincia; vanno accelerati i processi di aggregazione e fusione dei Comuni, spronano le tre sigle, e il modello è Fiscaglia, «segnale di effettiva novità novità nel panorama istituzionale».
Sui quotidiani ferraresi è aperto il dibattito sulle direttrici di sviluppo e sulle possibili alleanze con territori limitrofi: «A nostro parere – si scrive nel documento – non si possono individuare a tavolino, sarebbe sbagliato e controproducente erigere steccati».
In generale le Pmi reclamano sburocratizzazione, alleggerimento della pressione fiscale, omogeneizzazione delle tariffe a livello provinciale (“anacronistici trattamenti diversi per imprese che svolgono la stessa attività a pochi chilometri di distanza”).
Le tre organizzazioni segnalano come, su questi obiettivi, “il lavoro avviato con il Comune di Ferrara che doveva fungere da prototipo è rimasto sulla carta” e incalzano poi su accesso al credito e sostegno al sistema dei Confidi.
«Gli affitti in città – scende nel concreto Benasciutti – sono fuori dalle regole del mercato, viste in un contesto regionale” e la richiesta è quella di contratti a canone concordato anche per le attività d’impresa. Altro avviso, di riflesso all’operato della giunta Tagliani: bene la riduzione del debito pubblico “ma i conti in ordine non sono tutto – sostiene Corradino Merli, direttore Cna -, questo è il momento della crescita delle imprese: altrimenti il nostro diventerà un territorio senza prospettive, nonostante le possibilità ci siano, spesso frenate da un eccesso di autocommiserazione».
Ancora più nel dettaglio con Felloni, circa la viabilità: “Serve una circonvallazione attorno alla città e lo smaltimento delle code sulle vie Ravenna, Modena e Bologna». Argomento, quello delle infrastrutture, su cui il direttore di Confesercenti Alessandro Osti allarga l’ottica: “Connessioni stradali come la Cispadana non devono essere più ostacolate. Servono regole certe per le imprese, che non fanno volontariato, e anche le Soprintendenze devono venirci dietro: la città non può essere solo “cartolina”, va vissuta».
Fabio Terminali
