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«Basta sprechi» I ‘civici’ di Ro in corsa contro tutti

«Basta sprechi» I ‘civici’ di Ro in corsa contro tutti

Il candidato sindaco Sprocati: le altre due liste sono affini Gli aspiranti consiglieri risiedono o lavorano in paese

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RO. Alle prossime elezioni amministrative saranno tre le liste a presentarsi. Tra queste la civica che già dal nome anuncia il proprio cavallo di battaglia “Basta Sprechi”.

Candidato sindaco è Francesco Sprocati, laureato in Economia e Commercio, già dirigente ed economista di azienda, appartenente ad una famiglia di ascendenza roese che da una ventina di anni fa parte di un’associazione di volontariato locale e da diverso tempo referente economico-politico dei consiglieri comunali di opposizione. «Una lista di persone politicamente trasversali -afferma Sprocati - che può definirsi “spontanea” e documentata e motivata a proporsi con lo slogan “cambiamo” per innovare l’amministrazione della cosa pubblica locale. Vorrei sottolineare che la sfida non è di tre liste come formalmente appariva cinque anni fa ma di due liste come d’altra parte sostanzialmente è avvenuto cinque anni fa. Ora come allora se si analizzano le due restanti lite si riscontrano componenti che per tradizione, idealità e attività sono affini come lo erano le altre due precedenti (solo formalmente distinte) nella loro operatività: il riscontro risulta palese nei deliberati del consiglio comunale della legislazione che si sta concludendo».

E sulla composizione della lista, ribadisce la validità di tutti i candidati consiglieri la capolista Maria Cristina Felisati: «Sono tutte persone impegnate nel mondo del lavoro, di molte io stessa non conosco l'orientamento politico nazionale ma tutte si sono ritrovate nel nostro programma. E sono tutte persone che conoscono bene il territorio e non si fanno "abbindolare" da vaghe e inafferrabili promesse elettorali».

Tra l’altro una lista composta da candidati consiglieri che risiedono quasi tutti in paese o che qui svolgono la loro attività lavorativa.

E se questo non bastasse a evidenziare quella che è la conoscenza del territorio, Felisati ricorda come si stia parlando sempre più «di fusione dei sei Comuni dell’Unione Terre e Fiumi. Quindi ritengo che sia pressoché inutile affidarsi al “campanile”, e a maggior ragione in quello che è un contesto generale di globalizzazione».