La Nuova Ferrara

Ferrara

Candidati a confronto primo round sullo sport

Candidati a confronto primo round sullo sport

Bondeno, i cinque aspiranti sindaco si destreggiano tra idee e progetti Li unisce una convinzione: serve un modello di sviluppo applicato ai giovani

3 MINUTI DI LETTURA





BONDENO. Primo round, sui temi dello sport, per i cinque candidati a sindaco di Bondeno.

Sala 2000 gremita, a dimostrare l'interesse del tema. Introduce Augusto Pareschi (Coni) e modera Stefano Gamberini, organizza la Polisportiva Bondeno. Si comincia dagli impianti sportivi, con Alan Fabbri, già assessore allo sport, e oggi sindaco candidato a succedere a se stesso (Lega, Fdi, Forza Italia): «Grazie al comitato Chi gioca alzi la mano - ha detto Fabbri - abbiamo potuto sviluppare il progetto "Rianimiamo Bondeno", con i defibrillatori distribuiti sul territorio. Lo sport è un mondo variegato, con settori giovanili e circa 900 ragazzi under 18 che praticano attività. Un mondo - ha detto ancora Fabbri - che non funzionerebbe senza un volontariato attivo (anche sul sociale e la cultura) che mantiene vivo questo tessuto». L'amministrazione ha messo a disposizione contributi per il collegamento con gli impianti. «Gli spazi - conclude il sindaco - sono adeguati. Il terremoto ci ha costretti a scegliere in tempi ristretti dove realizzare impianti e scuole, come la nuova palestra del “Bihac”. Nessuna delle nuove scuole sarà sprovvista di strutture sportive». In prospettiva, arriverà anche il centro polifunzionale di via Fermi.

Giovanni Nardini (Pd e Ivpb): «Il capoluogo ha una concentrazione maggiore di attività. Ci sono limiti: la palestra di Pilastri non può essere utilizzata che per il calcetto. Quella del “Bihac” è una palestra scolastica, con 90 posti a sedere. Quella delle medie di via Gardenghi, di proprietà privata, che potrebbe essere utile per gli allenamenti. Il centro polifunzionale vicino al Bihac sarà marginale: bisognerà pensare ad un impianto sportivo vero. Va rivalutata anche la consulta dello sport».

Fabiano Campi (Gruppo Proposta) propone: «Recuperare il campo da basket della ex palestra del liceo. Un quid ulteriore può arrivare dall'utilizzo dei container dell'emergenza terremoto, per spogliatoi e sedi. È giusto - dice ancora Campi - pensare anche al trasporto».

Emanuele Vassalli (Sinistra per il lavoro) ritiene gli impianti «adeguati - dice - ma non sono del tutto soddisfatto della ricostruzione. Spazi prima impegnati per il tempo libero e aree verdi sono stati sacrificati: come al Bihac».

Gino Alberghini (Bondeno in Movimento) vuol fare di Bondeno un modello: «La città dello sport, come vettore di crescita, andando a cercare chi organizza eventi. Sull'impiantistica, senza il sisma, sarebbe stato difficile dotarsi di una palestra come quella del Bihac. Alcuni impianti sono sotto utilizzati: il campo di San Biagio e il campo da tennis di Salvatonica». Tutti, seppure con ricette diverse, sono convinti che lo sport sia un veicolo di integrazione e per la promozione della salute.

Nardini lancia a tale proposito l'iniziativa "Vieni a camminare con noi". Fabbri ricorda le iniziative di promozione nelle scuole, i seminari tenuti da esperti sulla prevenzione e l'investimento ottenuto per il “Borselli” (11,5 milioni). Campi infine lancia l'idea di «tavoli permanenti, tra scuola e associazioni».

Mirco Peccenini

©RIPRODUZIONE RISERVATA