«Difesa dell’occupazione e non attacchiamo l’euro»
L’ex ministro Zanonato ieri in redazione alla Nuova Ferrara ha parlato di sviluppo In lizza per le prossime elezioni europee ha toccato anche i temi locali
Flavio Zanonato fino al 22 febbraio scorso sedeva in consiglio dei ministri, con delega allo sviluppo economico nell’esecutivo Letta. Da qualche settimana la prospettiva è cambiata e il giro si è fatto frenetico, nell’ambito della circoscrizione Nord Est disegnato per le elezioni del 25 maggio. Per uno dei candidati di punta del Partito democratico, l’obiettivo è entrare al parlamento europeo. «Una esperienza faticosa soprattutto perché non è facile spiegare, a un opinione pubblica che in larga misura non è formata, cosa fa un deputato europeo. Il tutto in un collegio sterminato che conta undici milioni di abitanti spalmati su quattro regioni e chiedendo inoltre un voto di preferenza», racconta l’ex sindaco di Padova nella redazione del nostro giornale, accompagnato dagli ex presidenti di Circoscrizione Girolamo Calò e Pietro Turri. Una delle tappe di una giornata interamente ferrarese, fitta di incontri tra l’altro con la cooperativa Sorgeva, l’Ente Palio cittadino, il pranzo al Centro sociale Acquedotto, le visite a Tiziano Tagliani e Marcella Zappaterra, più una puntata a Copparo per sostenere il candidato sindaco Nicola Rossi. Zanonato ha avuto a che fare più volte con la provincia estense quando era ministro. Occupandosi di vertenze industriali, progetti di sviluppo e riassetti istituzionali. «Ricordo benissimo – dice – l’unificazione di tre Comuni nella nuova realtà di Fiscaglia: fui invitato all’atto della nascita. Poi un’iniziativa a Lido degli Estensi per portare avanti il progetto Idrovia. Ma soprattutto la trattativa per Berco, una delle tante situazioni industriali delicate che mi sono trovato ad affrontare: tutte accomunate dal fatto che la crisi restringe il mercato per i nostri prodotti poco competitivi, in termini di costo del lavoro, dell’energia e della leva fiscale». Proprio i temi economici rappresentano il cuore della campagna elettorale di Zanonato; secondo l’ex ministro «in questi anni si è dato eccessivo peso alla finanza, è ora di ripartire dall’industria, dalla creazione dei beni materiali e di conseguenza dall’occupazione». Non c’è spazio in questa ottica per l’uscita dall’euro e per il ritorno alla moneta nazionale, un tema al centro del confronto aspro tra le liste in lizza. «Prendersela con l’euro – sostiene l’esponente del Pd –, che ha difeso i redditi delle famiglie e ridotto l’inflazione, è come prendersela con le lancette del contachilometri. E poi la lira sarebbe una moneta molto più debole: dovremmo comprare, noi che siamo dipendenti totalmente dall’estero, le materie prime a prezzi più alti, per poi rivendere i nostri prodotti a prezzi più alti. Dove sta la convenienza?».
Zanonato è pronto a mettere la mano sul fuoco circa il risultato elettorale del Pd: «Sarà eccezionale, ne sono certo – afferma -. È un test fondamentale per il partito e per Renzi. Io non sono mai stato un suo fan? Vero, alle primarie sostenevo Bersani; ora però non si può mettergli il bastone tra le ruote, il premier ha dato una naturale accelerazione ai provvedimenti che aveva impostato il governo Letta: in fondo quel che lui dice, penso alla riduzione del cuneo fiscale, era stato messo in cantiere in precedenza». L’avversario principale, è chiaro, viene individuato nel Movimento Cinque Stelle: «Grillo non è la soluzione – sostiene Zanonato – anche perché in fondo non conosciamo il suo programma, sappiamo solamente quel che non vuole. Troppo poco, direi».
Fabio Terminali
