Nuova Ferrara-Guerra, ancora processo
È subito rinvio al 19 dicembre: acquisita la relazione dell’ispezione della procura, Miller parlò di procedimento disciplinare
Dopo 4 anni dalla prima denuncia, 3 anni di rinvii, sette udienze e tre giudici cambiati in corsa, riparte al tribunale di Mantova il processo che vede la ‘Nuova Ferrara’ accusata di diffamazione dalla ex pm Mariaemanuela Guerra. Un processo che aveva visto il marzo dello scorso anno uscire assolta Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, anche lei accusata di diffamazione dalla ex pm Guerra, per aver mosso aspre e durissime critiche all’operato del magistrato che si occupò nei primi sei mesi dell’inchiesta sulla morte di suo figlio Federico. Ieri mattina, il processo a Mantova, è stato subito - e finalmente - «incanalato» come ha riferito il giudice Antonella Toniolo: una mezz’ora in aula, per esaurire tutti i preliminari (produzione prove, deposito atti, richiesta lista testimoni) e poi l’ennesimo rinvio. Il giudice Toniolo ha accolto le richieste delle parti - l’ accusa sostenuta dalla pm Paola Reggiani, la parte civile per l’ex pm Guerra rappresentata dall’avvocato Giovanni Flora e la difesa dell’avvocato Arrigo Gianolio, per i giornalisti, Paolo Boldrini, oggi direttore della ‘Gazzetta di Mantova’ e che nel 2010 dirigeva ‘la Nuova Ferrara’ e il cronista Daniele Predieri - e ha poi aggiornato il processo al prossimo 19 dicembre, quando verrà ascoltata in aula, come testimone e parte offesa, l’ex pm Guerra, e con lei uno dei membri del Csm, Petralia, e si concluderà l’istruttoria, mentre per la sentenza sarà necessaria un’altra udienza. Un processo infinito, dunque, quello che vede contrapposto il quotidiano all’ex pm Guerra, per le critiche che il giornale riportò da parte di Patrizia Moretti. Proprio la mamma di Federico, coimputata dei giornalisti, era stata prosciolta da altro giudice (Giuditta Silvestrini) che dopo aver assolto la Moretti e altri giornalisti e stralciato il procedimento ancora aperto, si è astenuta dal processo e si è dichiarata incompatibile (ha riferito la pm Reggiani in aula) e pertanto ieri il processo è ricominciato da zero.
Un processo nato con la denuncia-querela depositata a Mantova il 6 maggio 2010 dai legali della ex pm Guerra. Il 12 aprile 2011, poi, il gup Villani di Mantova decise il processo per la Moretti e i giornalisti (anche un cronista sbagliato. Il 1 marzo 2012, prima udienza con il giudice Eleonora Pirillo: cambia il giudice e rinvio al 2 ottobre, quindi ancora rinvio per il terremoto al 25 gennaio 2013 con le prime eccezioni al giudice Silvestrini, subentrato nel frattempo, che il 26 marzo decise il proscioglimento della Moretti e degli altri due cronisti (compreso quello sbagliato). Infine, 4 febbraio (rinvio per impedimento dell’ex pm Guerra) e finalmente l’udienza di ieri, col processo che riparte. La difesa della “Nuova” ha rinnovato la produzione di tutte le sentenze che nel corso degli anni sono state emesse da diversi giudici sul caso Aldrovandi e sulla posizione della pm Guerra, primo magistrato ad occuparsi del caso Aldrovandi che poi lasciò astenendosi dall’inchiesta, per motivi personali e familiari. Tra gli atti acquisiti dal giudice anche la relazione conclusiva dell’ispezione del ministero di giustizia alla procura di Ferrara, eseguita nel novembre 2010. La relazione del capo degli ispettori Arcibaldo Miller è stata acquisita perchè nel testo redatto viene usato, più volte (da uno dei massimi vertici del Ministero di giustizia) il termine «procedimento disciplinare» contro la pm Guerra. Termini per cui la Nuova Ferrara è sotto processo per diffamazione, perché secondo i giudici di Mantova e la stessa ex pm Guerra «venne dichiarato e riportato falsamente che il magistrato era stata sottoposta a procedimento disciplinare».
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