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Ferrara

vertenza sulla mensa dell’ospedale

Sindacati contro Serenissima «Vuol pagare il 30% in meno»

Sindacati contro Serenissima «Vuol pagare il 30% in meno»

L’appalto per la gestione della mensa all’ospedale di Cona e al Centro S. Giorgio torna ad essere terreno di scontro tra sindacati e ‘Serenissima’, la società appaltatrice. «Abbiamo chiesto che...

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L’appalto per la gestione della mensa all’ospedale di Cona e al Centro S. Giorgio torna ad essere terreno di scontro tra sindacati e ‘Serenissima’, la società appaltatrice. «Abbiamo chiesto che Provincia, Comune e Progeste, come altre volte, ci convochino insieme all’azienda per continuare a gestire correttamente il servizio di mensa all'interno dell'ospedale e al ‘Pellegrino’ (la sede del centro S. Giorgio, ndr) - scrivono Filcams Cgil, Uilta Uil e Fisascat Cisl - L'incontro è fissato per il 12 maggio, speriamo sia utile per contribuire a trovare soluzioni condivise. La posizione dell'azienda invece è fortemente ricattatoria perchè si basa sulla possibilità di trovare personale a costi piu bassi». Dal 1° maggio l'azienda Serenissima, scrivono i tre sindacati, «ha deciso di applicare un contratto che esisteva da due anni e che non ha mai applicato. Questa "nuova modalità" si basa su un vero e proprio ricatto fatto nei confronti delle dipendenti che fino ad ora hanno garantito la copertura di tutto il turno di lavoro. Fino ad oggi Serenissima ha sostenuto in tutti gli incontri che non aveva abbastanza ore per garantire i contratti: ma in realtà sono state fatte un numero spropositato di ore in surplus rispetto alle ore dei singoli contratti individuali considerandole ore gestite in regime di flessibilità. Avevamo fatto un accordo per gestire la flessibilità che è stato prorogato fino al 30 aprile». Un accordo che «ci permetteva di gestire la difficile fase del passaggio dal Sant'Anna a Cona, ora la situazione si è stabilizzata e pertanto si ritorna nella normale gestione degli orari - proseguono i sindacati - I contratti individuali proposti dall’azienda non permettono di coprire completamente i turni di lavoro e questa situazione determina grave confusione e tensione organizzativa. Noi siamo di nuovo disponibili a fare un accordo di flessibilità come prevede il contratto nazionale, invece l'azienda vuole pagare le ore il 30% in meno di quanto previsto dal contratto nazionale e se non si fa come pretende l'azienda allora assume personale tirocinante come ha già fatto».