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Elezioni 2014: Comizi e propaganda "ristretti" dal Comune

Elezioni 2014: Comizi e propaganda "ristretti" dal Comune

Sette candidati sindaco contro il sindaco in carica. È il bizzarro scenario che si è materializzato ieri mattina

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Sette candidati sindaco contro il sindaco in carica. È il bizzarro scenario che si è materializzato ieri mattina, ai piedi dello Scalone municipale, quando cinque candidati in carne e ossa e due rappresentanti degli assenti, si sono dati appuntamento per protestare contro Tiziano Tagliani. «Cancella la delibera che limita gli spazi per i banchetti elettorali» è la principale richiesta fatta, a nome di tutti gli altri, da Mario Zamorani (Un’Altra Ferrara), animatore della protesta, più unica che rara in una campagna elettorale. A suo fianco c’erano i colleghi Vittorio Anselmi (Fi, Fdi e Lega), Marica Felloni (Ferrara Futuro Insieme) e Francesco Rendine (Gol), che ha lasciato il gruppo prima dell’arrivo di Francesco Fersini (Insieme in Comune). Presenti pure Mauro Ballola, candidato consigliere di M5F, e Adriana Ferraresi, in lista con Valori di sinistra: i rispettivi candidati, Ilaria Morghen e Giuseppe Fornaro, erano assenti «per motivi di lavori».

Condiviso, in ogni caso, il motivo principale della protesta, che Zamorani aveva iniziato qualche settimana fa con uno sciopero della fame solitario, salvo interromperlo dopo accordo con Tagliani. «L’intesa era di estendere gli spazi e gli orari definiti dall’orientamento di giunta di alcuni mesi fa, e ciò è effettivamente successo - è il leader radicale a parlare - Pensate che prima si poteva metter giù i banchetti solo fino alle 19, oggi siamo alle 20. Siamo però in campagna elettorale e i vincoli non hanno più ragione di esistere, tanto che il Comune si era impegnato, in Prefettura, ad aumentare la disponibilità dei posti per i banchetti in centro. Non hanno fatto nulla».

Il “contingentamento”, indotto anche dal cantiere di piazza Trento Trieste e dal palio in piazza Municipale, costa ad Anselmi una domenica in via Garibaldi in piena gara degli sbandieratori, i grillini si sono trovati in piazza Savonarola in mezzo al mercato ancora aperto di sera, «è scorretto» dice Ballola. «In una campagna elettorale low cost non si possono limitare gli spazi gratuiti, altrimenti la “gioiosa macchina da guerra” di Tagliani ha vita facile» dice Anselmi. Felloni definisce «inqualificabile», poi, che per i manifesti ci siano solo 25 postazioni, «molte frazioni non sono coperte». Cinque anni fa erano il triplo, ricorda Zamorani. Solidarietà pure da Fersini e Ferraresi. E c’è la minaccia di allestire un banchetto notturno, dalle 21, sfidando le multe: 180 euro ha già preso Zamorani in piazza Duomo.

Stefano Ciervo

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