«Mesola deve ritornare una città viva»
MESOLA. Dirompente e dissacrante come sempre, Vittorio Sgarbi è arrivato a Mesola per battezzare la lista "Cambiamento e crescita", che si presenta alle prossime amministrative. Il critico d'arte si...
MESOLA. Dirompente e dissacrante come sempre, Vittorio Sgarbi è arrivato a Mesola per battezzare la lista "Cambiamento e crescita", che si presenta alle prossime amministrative. Il critico d'arte si è detto sorpreso che a Mesola gareggi «anche una lista che non è di sinistra» e, ricordando i tempi delle importanti mostre degli anni '80 e '90 che lui stesso aveva curato in loco, ha detto che il castello è per lui un secondo palazzo dei Diamanti e che si era portato lo spirito di Ferrara, che oggi purtroppo per lui è "città morta", anche qui. Ha poi affermato che «Mesola deve essere negli occhi del mondo» ma che purtroppo ora è stata assorbita «nella voragine del nulla» ed ha spronato Tancini e i suoi candidati consiglieri «a far tornare viva questa città» invitando il pubblico a non legarsi a schemi nel voto perchè destra e sinistra non esistono più. Definendolo scherzosamente "il Renzio di Mesola", Sgarbi ha poi indicato in Tancini la rottura degli schemi che potrebbe riportare Mesola, ponte ideale tra Venezia, Ravenna e Ferrara, «sotto la luce dei riflettori». Il candidato sindaco, accompagnato dai membri della sua lista, aveva illustrato al pubblico il suo programma improntato sulla valorizzazione del patrimonio artistico del comune e sulla promozione turistica, sulla realizzazione di un marchio, legato ai prodotti agricoli della zona, l'azzeramento della burocrazia, la difesa della sanità, la costruzione di un palazzetto dello sport e di ciclabili, la creazione di una scuola di musica, dell'ufficio Europa in Comune e di un palio di Mesola, lo sviluppo del sistema dell'albergo diffuso, lo spostamento del museo del cervo più vicino al Boscone, l'azzeramento dell'Imu per gli edifici legati alla produzione e l'abbassamento della tassa rifiuti.(l.g.)