La Nuova Ferrara

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Tappa a Ferrara della “Carovana antimafia 2014”

Tappa a Ferrara della “Carovana antimafia 2014”

Fra le tappe che la “Carovana antimafie 2014” percorrerà sia in Italia che all'estero, è stata inserita anche Ferrara e l'altra sera nella Sala del Grattacielo, Dario Alba della segreteria Flai Cgil,...

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Fra le tappe che la “Carovana antimafie 2014” percorrerà sia in Italia che all'estero, è stata inserita anche Ferrara e l'altra sera nella Sala del Grattacielo, Dario Alba della segreteria Flai Cgil, Franco Mosco dell'Osservatorio migranti e Raffaele Rolfini direttore di Viale K hanno affrontato ognuno secondo le proprie specificità, la situazione lavorativa in cui si trovano oggi moltissimi stranieri. «Sono questi i “Nuovi schiavi” - ha ribadito Alba rifacendosi al tema dell'incontro ed al II rapporto dell'osservatorio “P.Rizzotto” che si occupa di monitorare il lavoro agricolo in Italia - Al sud vengono gestiti da associazioni malavitose ed al nord dal capolarato. E Ferrara non ne è esente». Riferendosi alla nostra realtà Alba oltre ad aver appurato che su 15 mila addetti, il 47% dei lavoratori agricoli sono stranieri, ha riportato esempi di vero e proprio sfruttamento. «Rumeni pagati due euro l'ora - ha concluso - nonostante Ferrara sia stata la prima ad avere il Contratto nulla aosta che contrasta lo sfruttamento». Secondo i dati di Franco Mosca riferiti al 2013 nella nostra Provincia vi sono circa 29.500 immigrati di cui 4500 rumeni, 4000 marocchini, 2700 ucraini che la crisi sta spingendo gradatamente verso altre nazioni come la Francia e la Germania. «I cinesi sono rimasti gli unici ad investire in Italia - ha proseguito - Mancano le multinazionali ed è comprensibile perché per avviare una Srl in Italia ci vogliono 3000 euro, in Francia 1 euro ed in Inghilterra si fa via internet ed il lavoro è malpagato non solo in agricoltura ma in edilizia, ristorazione e turismo. Come direttore di Viale K Rolfini è colui che concretizza nelle problematiche, le situazioni dei “numeri”. «La legalità va insieme alla solidarietà - ha commentato - ma quando c'è una comunità che ti sostiene è più facile arrivare a denunciare soprusi ed ingiustizie».

Margherita Goberti