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PRIMA VISIONE

Alabama Monroe, dal Belgio un film struggente sull’amore

di GIAN PIETRO ZERBINI
Alabama Monroe, dal Belgio un film struggente sull’amore

GIAN PIETRO ZERBINI. Quando gli estremi si toccano è amore a prima vista. Come nel caso di Elise e Didier e della loro intensa e struggente storia di coppia, messa a dura prova dalle variabili più...

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GIAN PIETRO ZERBINI. Quando gli estremi si toccano è amore a prima vista. Come nel caso di Elise e Didier e della loro intensa e struggente storia di coppia, messa a dura prova dalle variabili più critiche della vita: la sofferenza, il dolore, la perdita. Il regista fiammingo Felix Van Groeningen ha realizzato con questo “Alabama Monroe” un melò d’altri tempi che ha conteso fino all’ultimo l’Oscar come miglior film straniero alla Grande bellezza di Paolo Sorrentino, vincendo però altri premi prestigiosi tra cui il César francese. I tatuaggi e la musica bluegrass sono le basi per costruire questa unione. Lei che usa la sue pelle delicata come una lavagna incidendo sul corpo tutta una vita, specie gli amori e le gioie; lui suonatore di banjo in un gruppo che esegue quella tipica melodia americana, tra il country, il blues, il folk e anche un pizzico di jazz, che ebbe come ideatore Bill Monroe. Un’unione che sembra perfetta, felice, allietata dalla nascita di una bellissima bambina, ma il sogno si infrange proprio quando la piccola si ammala gravemente. E qui entra in campo tutto il dramma della storia, tratto dall’adattamento di un’opera teatrale di Johan Heldenbergh - che è anche il bravissimo protagonista maschile del film – i caratteri estremi, opposti, tornano distanti, prevale il rancore e anche la musica che faceva da collante sembra non aver più quel potere magico. Veerle Baetens, nel ruolo di Elise, si consacra star internazionale, dando voce insieme al partner ad una colonna sonora che non è solo musica, ma filosofia di vita, evocando “Crazy heart”. Alla fine ne esce un film di una tristezza infinita, malinconico, straziante, ma di grandissimo impatto emotivo e di consistente spessore artistico, dove la vita, la morte e la fede nell’aldilà, scandiscono i tempi della storia, usando molto la tecnica del flash back. Van Groeningen ha colto nel segno, il suo è un film difficile da dimenticare.