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Autobus, avviso ai portoghesi

Autobus, avviso ai portoghesi

Giro di vite sui controlli. Ieri multe al 10 per cento dei viaggiatori verificati

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Chi sale sull’autobus in questi giorni è bene che stia attento: Tper ha disposto una vigilanza rafforzata. Due settimane (altrettante ne seguiranno in autunno) durante cui sarà più facile veder salire a bordo i controllori. «È una campagna informativa – dice Maurizio Buriani, consigliere d’amministrazione dell’azienda – il cui obiettivo non è tanto quello di incrementare le multe, quanto di sensibilizzare gli utenti. Fare applicare le regole è complesso ma serve e ha le sue ricadute: generalmente la vendita di titoli di viaggio dopo questa fase aumenta». Ieri abbiamo trascorso un’ora in compagnia di una delle due squadre impegnate sulle linee urbane.

Appuntamento alle 14 in viale Cavour, di fronte all’hotel Astra. Due verificatori in divisa azzurrina, assistiti eccezionalmente per questi quindici giorni da altrettanti ausiliari in pettorina gialla, salgono sull’11. Abbastanza affollato, soprattutto di studenti appena usciti da scuola. Sguardi carichi di sorpresa, qualche imbarazzo. Le uscite vengono bloccate. «Ragazzi, i vostri biglietti», dicono i controllori. Via con le verifiche dei titoli di viaggio; direttamente sul palmare quelle per gli abbonamenti. Qualcuno timbra all’ultimo istante. Alla fermata capita che altri studenti notano le divise e si guardano ben dal fare ingresso a bordo, meglio aspettare il prossimo. C’è chi sceglie invece di fare il biglietto a bordo: un euro e mezzo di prezzo maggiorato. Due giovanissime non sono in regola. «Documenti, prego». Sono minorenni. Scatta la sanzione e la compilazione del promemoria blu, quello per gli under 18. «Ma io ne ho già tanti», sorride una ragazza che sembra proprio non accusare il colpo. La multa sarà addebitata ai genitori e l’importo, stabilito da una legge regionale, non è precisamente indolore: 65 euro se si paga entro 5 giorni, 87 entro i due mesi. La riscossione è affidata a una società esterna e le procedure spesso si allungano.

Il totale di questa prima “pesca” ha fruttato tre contravvenzioni su un trentina di controlli. «Siamo nella media, a venire pizzicato è circa il 10%», spiegano gli addetti di Tper. A secco nelle successive comparsate, anche su un 6 diretto a Cona. «In questi orari viaggiano utenti abituali, che magari vanno all’ospedale, e sono al 90% abbonati», fanno osservare i controllori. Il loro lavoro, sempre in coppia, è tutt’altro che semplice. «A Ferrara la situazione non è critica come altrove ma capita di vedersi a tu per tu con persone senza documenti o che fanno le bizze in modo anche minaccioso: in quei casi ci si rivolge alle forze dell’ordine, anche se non è facile tenere il bus fermo a lungo. I giovanissimi poi se ne fregano e spesso ti prendono pure in giro».

Fabio Terminali