«Più diritti per chi vive qui da tempo»
Il sindaco Fabbri illustra il programma. Case a chi ha la maggiore residenzialità
BONDENO. Alan Fabbri affronta la nuova sfida della sua ricandidatura, facendo la metafora di un aspirante lavoratore che presenta il proprio curriculum. Nella serata in cui presenta anche le cinque liste (la sua civica, Lega Nord, Forza Italia, Fdi-An, Udc) che lo appoggeranno. Si sofferma sul terremoto, dopo il dibattito con i suoi competitor, per dire «che non è stata una risorsa; non vogliamo una medaglia per quello che abbiamo fatto - dice Fabbri - ma è stato importante sottrarre tempo alle nostre famiglie, in questi anni, per ascoltare le esigenze delle persone. Per tranquillizzarle e sostenere imprese, commercianti, agricoltori. Se populista vuol dire stare in mezzo alla gente - dice Fabbri - allora lo sono, perché ho imparato a conoscere tante persone in questo cammino». La trasparenza, continua il sindaco, «non è solo avere un sito internet, o stendere comunicati, ma incontrare la gente direttamente». Sulla scuola, rinnova un impegno annuo di 250mila euro all'anno per il trasporto, rivendicando gli investimenti sulle scuole antisismiche e il mantenimento dei plessi scolastici frazionali. «Nessuno è stato chiuso, dal 2009 ad oggi». Le slide non reggono il ritmo del sindaco uscente. In prospettiva, illustra il ponte di Borgo Scala, con la viabilità annessa. Mentre il traffico pesante andrà dirottato sulla nuova bretella della nascente Cispadana. Per fronteggiare la crisi, niente sussidi a pioggia, ma borse lavoro «che diano dignità a queste persone. Applicando un principio semplice: più diritti per chi vive da maggior tempo e versa le tasse sul nostro territorio, dando una casa popolare a giovani coppie, ragazze madri, ai nostri anziani. Anche se qualcuno ha voluto strumentalizzare il nostro operato. Sugli sgravi promessi da altri candidati, dico che ci sono già, ma all'imprenditore non basta: chiede una viabilità e una burocrazia snelle». Poi, parla di sicurezza, sociale, sanità: «Con fermezza, si sono ottenuti poliambulatori, l'ospedale di comunità e i posti letto di interesse sociosanitario, oltre alla Casa della salute, ed 11,5 milioni per il pieno recupero del Borselli. Nessuno vuole abbattere l'ala ovest, in cui ci sarà la possibilità di realizzare altri servizi». Con una nuova porta d'accesso da di via Cento. Chiude sulla promozione del territorio, dove il Comune «investe meno dell'1% del bilancio, per sostenere associazioni, dando fiducia alle persone, per eventi che creano indotto per le strutture ricettive e ristorative».
