«Voglio andare alle scuole grandi!»
Viaggio di una vita nella musica della “bambina prodigio” Lavinia Soncini, ora nell’orchestra Cherubini
“Quando ero piccola ai miei genitori dicevo: «Voglio andare alle scuole grandi!» e così a 8 anni mi sono iscritta al conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara». A 18 si è diplomata in violino con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore al conservatorio di Adria sotto la guida del maestro Alessandro Simoni e oggi studia al conservatorio di Lugano, nella Svizzera Italiana, ed è allieva del maestro Klaidi Sahatci. In mezzo una vita fatta di passione, studio e sacrifici. Lavinia Soncini ha appena 20 anni. È nata a Ferrara nel 1994 ma alle spalle ha già un curriculum di grande valore. Suona nell’Orchestra giovanile “L. Cherubini” diretta da Riccardo Muti e si è esibita in numerosi concerti in Italia e all’estero. Ieri Ferrara ha voluto omaggiarla donandole una targa di merito perché «È bello che la città non ignori le eccellenze che ha e - afferma il sindaco Tiziano Tagliani - speriamo che Lavinia possa mantenere un legame con Ferrara nonostante la sua intensa attività artistica che la porta spesso a contatto con altre realtà». Dopo la consegna ufficiale i ringraziamenti la giovanissima ha affermato: «Il violino con cui suono è un Eugenio Degani del 1897, affidatomi da un collezionista e proprio questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho saputo che mi è stato regalato. Ne sono veramente felice, è uno strumento molto importante per me e spero di farlo suonare moltissimo». Terminata una breve esibizione solista, abbiamo deciso di fermarci un po’ con Lavinia Soncini per sapere cosa significhi per lei essere “nati” e cresciuti a suon di Classica.
Ma davvero hai iniziato a suonare il violino a 4 anni?
«Sì, ero proprio molto piccola. Mi sono avvicinata grazie alla passione dei miei genitori che fin da subito ha contagiato anche me. Ho iniziato molto presto i miei studi violinistici e poi chiedevo di andare nelle scuole grandi».
Sei giovanissima, non ti hanno mai detto: “Stai perdendo gli anni migliori”?
«E capitato ma non lo credo. Non ho mai avuto dubbi e indecisioni, questo è ciò che mi piace fare. I sacrifici ci sono, e nemmeno pochi ma si fanno. Tra i 15 e i 18 anni ho sostenuto molti esami al Conservatorio, contemporaneamente facevo concerti e studiavo alle superiori. Sono stati anni intensi, ma allo stesso tempo bellissimi».
Parliamo di Riccardo Muti…
«Conosce personalmente tutti i musicisti dell’orchestra è davvero bellissimo lavorare con il Maestro. Sono entrata due anni fa a far parte dell'orchestra giovanile L. Cherubini ed è un’esperienza strepitosa. Il mese scorso eravamo a Madrid per due concerti ai quali ha assistito anche la famiglia reale. Poi suonerò al Ravenna Festival per il quale il Maestro sta preparando un omaggio speciale per Claudio Abbado e poi chiuderemo il Festival dei Due Mondi a Spoleto. Per l’occasione il Maestro Muti presenterà “Concerto dedicato ad un amico”, un altro omaggio per il compianto Maestro Abbado».
Lo studio dello strumento continua ad essere quotidiano?
«Certo. In media mi esercito quattro ore al giorno, non necessariamente in maniera continuativa. Disciplina e costanza sono fondamentali. Anche durante le tournée».
Samuele Govoni
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