Dal Castello alla città: le antiche fortificazioni matildee
Dal Castello alla città. Ovvero, uno studio che pone un punto di partenza verso altri che seguiranno, su di un terreno inesplorato: le fortificazioni antiche matildee, nello sviluppo dell'agglomerato...
Dal Castello alla città. Ovvero, uno studio che pone un punto di partenza verso altri che seguiranno, su di un terreno inesplorato: le fortificazioni antiche matildee, nello sviluppo dell'agglomerato urbano. Il tutto in un volume, curato da Simone Bergamini, Andrea Calanca, Mauro Calzolari, Daniele Vincenzi e la collaborazione di Daniele Biancardi. Presentato sabato, in pinacoteca, dall'assessore alla cultura, Francesca Poltronieri, da Valentino Nizzo (Soprintendenza) e da Franco Cazzola (Deputazione ferrarese di storia Patria). Ospiti, l’ex sindaco Davide Verri ed il comandante dei carabinieri, Abramo Longo. Valentino Nizzo trova analogie nell’estensione del “castrum” e della Terramara di Pilastri. Un insediamento (Bondeno) che, a differenza di altri, si è dotato di un nome, cristallizzando la propria presenza nei documenti a partire dal 1038, e dando vita ad una comunità complessa. Franco Cazzola parla delle tracce di memoria lasciate dall’uomo e dall’acqua, nei secoli. «Bondeno era una chiave idrografica verso Modena e qui passavano gli eserciti - sottolinea Cazzola - come zona di confine tra i possedimenti del Papato e dell’Impero». Ecco, perché, dunque, «tutto questo fa di Bondeno un territorio fortificato. Forse ancora non una città, ma un territorio murato, fino al 1532».
Andrea Calanca chiude: «Per individuare il circuito delle antiche mura, abbiamo analizzato il tratto di un antico fossato, un tempo molto importante, che seguiva il tragitto delle mura. Andranno, poi, definiti profili e perimetrazione degli antichi borghi, ed il percorso del Burana». (mi.pe.)