«La 2ª Repubblica? Mai esistita La giustizia deve andare veloce»
«Questa volta, lo dico per favore, lasciate lavorare i magistrati. Se vent’anni fa lo avessero fatto oggi non avremmo una nuova Tangentopoli bensì una Mani Pulite costante». A Ferrara per una tappa...
«Questa volta, lo dico per favore, lasciate lavorare i magistrati. Se vent’anni fa lo avessero fatto oggi non avremmo una nuova Tangentopoli bensì una Mani Pulite costante». A Ferrara per una tappa del suo tour elettorale, Antonio Di Pietro rivive nel presente un pezzo del suo passato, quello con la toga. Dall’indagine milanese su Expo2015 riemergono nomi e volti a lui notissimi. «Gianstefano Frigerio lo avevo arrestato tre volte – racconta il leader dell’Italia dei Valori -, incredibile avesse ancora la porta aperta nelle istituzioni. Se avessi governato io l’Expo certo lo avrei riconosciuto, come ho fatto quando successivamente si candidò in Puglia con Forza Italia col nome di Carlo Frigerio». Di Pietro invita a non confondere le sue responsabilità con quelle di Primo Greganti, «un furbetto del quartierino, un portaborse che nel portare la borsa da una parte all’altra faceva la cresta». L’ex magistrato parla di una seconda Repubblica «che non è mai esistita, è l’ingegnerizzazione della prima nella sua illegalità; questo è un momento di non credibilità della politica, servono nuove regole: una riforma della giustizia per farla funzionare, per accelerare i processi e non le prescrizioni come volevamo fare noi». Ecco dunque il messaggio spedito al presidente del Consiglio: «Caro Matteo Renzi, come pensi di riformare la Costituzione con un pregiudicato?». Al governo non viene sbarrata del tutto la strada («mi impegno a vedere il bicchiere mezzo pieno»), anche perché l’obiettivo della nuova Italia dei Valori «è ricostruire un vero centrosinistra al di là delle larghe intese».
In provincia di Ferrara non è stato possibile farlo, «così mi complimento con voi che ci mettete la faccia e che non vi siete venduti per quattro danari per entrare a tutti i costi in coalizione, sapendo che non c’era l’opportunità di far valere le proprie idee», sostiene Di Pietro rivolgendosi ai candidati a sindaco appoggiati dal suo partito, Giuseppe Fornaro in città e Giuliano Giuliani a Copparo, che corrono entrambi in alternativa al Pd. Assieme al leader storico, il cui nome per la prima volta non comparirà sul simbolo presente sulle schede elettorali, al Tiffany c’erano ieri pomeriggio anche il segretario provinciale Massimiliano Fiorillo e la candidata alle europee Sabrina Freda, ex assessore regionale.
Fabio Terminali
