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Operaio di Migliaro morto a Ravenna, disposta l’autopsia

Operaio di Migliaro morto a Ravenna, disposta l’autopsia

Si vuole capire se il decesso è avvenuto per la caduta da un metro o per una malattia. Partiranno alcuni avvisi di garanzia come atto dovuto

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La Procura di Ravenna ha disposto l'autopsia sul corpo di Enrico Gaspari, un lavoratore di Migliaro morto ieri pomeriggio in ospedale dopo una caduta nell'area portuale di Ravenna. L'incarico verrà affidato lunedì dal pm di turno Daniele Barberini e, come atto dovuto alla luce dell'esame irripetibile, partiranno alcuni avvisi di garanzia. Si vuole capire se il decesso sia arrivato come conseguenza dell'infortunio o se si sia trattato di un malore, considerando anche la modesta altezza dalla quale è precipitato (circa un metro) o una eventuale patologia pregressa. Gaspari, 60 anni fra tre settimane, era dipendente della ditta esterna Riccoboni di Parma (trattamento di rifiuti industriali) e ieri, per conto di EniPower, stava movimentando con un piccolo escavatore alcune macerie di calcestruzzo, da un cassone a un camion all'isola 11 del porto (area ex Anic). All'improvviso, forse mentre tentava di scendere dal mezzo, è caduto. Sul posto la Medicina del Lavoro dell'Ausl e la Polizia. Secondo le prime ipotesi, potrebbe aver perso l'equilibrio agganciando con gli abiti una leva o qualche altra parte metallica sporgente dell'escavatore. Un collega che ha visto l'episodio gli ha prestato i primi soccorsi e ha chiamato aiuto, determinando l'arrivo del 118, nonostante Gaspari sulle prime si fosse rialzato da solo: aveva raggiunto una zona all'ombra sostenendo di non aver bisogno di assistenza. Il decesso è sopraggiunto in sala operatoria, verso le 15.30, presumibilmente a causa di estese lesioni addominali. L'escavatore è stato subito sequestrato.