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Sceriffi e droni, tutte le ricette per il Gad

Sceriffi e droni, tutte le ricette per il Gad

Candidati sindaci (senza Tagliani) al Grattacielo: Rendine si traveste da Zorro, Morghen hitech e Anselmi non esclude ronde

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Anselmi punta sullo stadio, Fersini sull’impresa, Fornaro sulla bellezza, Morghen sulla tecnologica, Rendine su Zorro e Zamorani sulla libertà. Giovedì sera i candidati sindaci erano invitati sotto il Grattacielo dall’Associazione residenti Gad a rispondere su riqualificazione e la sicurezza del quartiere: hanno accettato tutti tranne Marica Felloni e Tiziano Tagliani. Davanti a una novantina di persone, ognuno ha avanzato una proposta-chiave. Il candidato di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, Vittorio Anselmi, dopo aver bacchettato il sindaco («non esserci a fronte dell’invito di un’associazione di cittadini la dice lunga sulla qualità della persona»), ha rilanciato una sua idea: «Non possiamo più permetterci uno stadio che vive qualche ora ogni due settimane e neanche tutto l’anno, per il resto creando poco decoro. Costruirne uno nuovo con un accordo pubblico-privato consentirebbe di riqualificare il quartiere». Non dimentica comunque la «tolleranza zero» contro la criminalità, citando quelle ronde di cui si è parlato spesso in passato («può anche darsi che ci si debba arrivare»). La libera iniziativa di persone e imprese è al centro del programma di Francesco Fersini (Insieme in Comune), che dunque al Gad vorrebbe «nuove attività commerciali: il coraggioso che vorrà aprirne dovrà essere aiutato dalla semplificazione burocratica e dalla defiscalizzazione». Nella prevenzione e repressione dei reati vorrebbe coinvolgere le polizie private: «Il Comune potrebbe convenzionarsi con quelle che già operano in zona».

Secondo Francesco Rendine di Giustizia onore e libertà ciò di cui il Gad ha bisogno è solo sicurezza: per questo non vede l’ora di mettersi il vestito da sceriffo, anzi il mantello di Zorro, «per cui ho sempre fatto il tifo». I covi degli spacciatori andrebbero stanati grazie a «un finto tossico che li segue», mentre i poliziotti municipali verrebbero premiati «non in base alle multe fatte come ora ma in base alla segnalazione di delinquenti». Andrebbero anche dotati di un paio di cani antidroga e fatti girare in coppia con poliziotti e carabinieri, «così imparerebbero come si fa». La vede all’opposto Giuseppe Fornaro di Valori di sinistra: non vuole sceriffi o ronde «perché quello che dobbiamo portare nei quartieri è la bellezza. Oggi siamo una città centro-centrica, le periferie sono abbandonate a se stesse: io i buskers li porterei sotto il Grattacielo e il concerto dei Simple Minds del 28 luglio allo stadio anziché in piazza Castello». Su Zorro non ha rinunciato a una battuta, rinfocolando screzi: «Di lui mi piaceva solo il film, ma da ragazzino, oramai è passato del tempo caro Rendine. E visto che parli di regole, perché oggi il tuo furgone era fermo in corso Martiri?». Pace fatta invece fra il leader di Gol e la candidata 5 stelle Ilaria Morghen, che per prima aveva sollevato il caso-furgone: giovedì sera erano seduti a fianco e hanno spesso scambiato parole in cordialità. Lei punta tutto sulla tecnologia, sia per riqualificare il quartiere dotando il Comune di una «piattaforma digitale per comunicare con cittadini e comitati» e ricoprendo il Grattacielo di pannelli termoriscaldanti, sia per presidiare il territorio. «Non ci sono telecamere lungo le vie di fuga dei rapinatori, via Modena e Pontelagoscuro» ha segnalato, mentre lo spaccio andrebbe colpito «col poliziotto di quartiere e la sorveglianza da remoto coi droni, che non costano molto».

Le lunghezze d’onda di Mario Zamorani (Un’altra Ferrara) sono simili a quelle di Fornaro: «Sulla sicurezza non ho quasi nulla da dire, le forze dell’ordine fanno il loro lavoro, ma noi perché non diamo gli spazi verdi qui intorno agli studenti di Architettura e alle associazioni, che ci dicano cosa farebbero di questo posto? Non dobbiamo allontanare quelli che ci sono, ma avvicinare quelli che non ci sono».

Gabriele Rasconi