«Sei giorni per studiare migliaia di pagine»
Il sindaco Fabbri: ancora una volta l’Ausl ci mette in grosse difficoltà con i bilanci «Stanno depotenziando i nostri ospedali e non ci lasciano il tempo per capire»
COMACCHIO. «E questo giro abbiamo ben sei giorni di tempo per studiare i due bilanci consuntivi 2013 delle due aziende sanitarie ferraresi». Questo il post scritto mercoledì dal sindaco di Comacchio Marco Fabbri corredato da una foto che ritrae diversi faldoni sulla sua scrivania. «Non voglio fare polemica gratuita - dice il primo cittadino - ma siamo sempre alle solite. Nella prossima settimana è stata convocata la Conferenza Socio sanitaria per l’approvazione dei Bilanci consuntivi e secondo loro dovremmo riuscire a leggere e studiare tutto in pochissimo tempo». E questo perché «per noi il parere non è pura formalità. Non mettiamo firme senza capire: siamo stati chiamati a rappresentante i cittadini e per farlo al meglio dobbiamo capire come stanno lavorando le aziende in questione». In che senso? «Si è parlato di Piani di razionalizzazione e vorremmo capire bene cosa è cambiato in sei mesi, in che direzione si è andati, cosa è successo. Sei giorni mi sembrano sinceramente troppo pochi». Solo per fare un esempio, «quando l’amministrazione deve approvare il Bilancio consuntivo, vengono dati ai consiglieri 20 giorni per studiare lo stesso. E sono pochi. Figuriamoci se possiamo riuscirci in una settimana e con situazioni così delicate. Chiedo e mi chiedo come fanno i miei colleghi, se anche loro sono in difficoltà». Insomma, la bufera è ancora in corso. «Nonostante le nostre continue richieste - va avanti Fabbri - non siamo mai riusciti a creare un dialogo costruttivo con i vertici dell’Ausl e la situazione invece di migliorare peggiora». «È inutile chiudere gli occhi e guardare altrove. Nelle ultime settimane abbiamo assistito a due episodi che da soli rendono perfettamente il quadro della situazione. Una bambina è stata male sul viale Carducci, ha rischiato la vita e l’hanno portata a Cona per tutta una serie di motivi. Stessa cosa per un turista che ha avuto un malore su una motonave...l’ospedale più vicino è quello di Lagosanto ma niente, sono andati a Cona». Dunque, «il giochino è chiaro: i pazienti vengono portati a Ferrara così i numeri circa l’accesso nelle altre strutture diminuiscono sensibilmente. Stanno depotenziando il Delta così come hanno fatto con il San Camillo e poi ci mettono i dati sotto al naso: ma che dati sono? Certo non reali».
Infine, «a metà giugno dovrebbero riaprire il nostro ospedale. Non ho alcun motivo per credere che questo non verrà fatto, ma al momento tutto sembra ancora molto fermo. Bisogna cambiare perché il diritto alla salute, e mi ripeto, deve essere tutelato in ogni modo possibile».
