La Nuova Ferrara

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Vinse la gara, poi tentò di evitare i ricorsi

Doppia turbativa d’asta: le trattattive dei ferraresi sulla ditta arrivata seconda per non far saltare tutto

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Come si vince un appalto e poi si cerca di blindarlo, ben sapendo di irregolarità nella sua assegnazione? La risposta è nelle carte dell’inchiesta Expo e sanità di Milano che offrono uno spaccato inquietante e fotografano addirittura una turbativa della turbativa d’asta, da parte di Servizi Ospedalieri. Partiamo dalla assegnazione dell’appalto di ‘lavanolo’, dall’azienda ospedaliera di Lecco, 35 milioni di euro per 9 anni, alla azienda ferrarese tramite la mediazione di Gianstefano Frigerio e gli accordi illeciti coi manager di Servizi Ospedalieri e Mauro Lovisari, il direttore dell’azienda ospedale di Lecco. Leonardelli avrebbe pagato la tangente per attivare Frigerio, Morini invece seguito l’iter prima dell’assegnazione, avvenuta il 23 aprile 2013. Perchè l’appalto venne assegnato a loro? Nonostante avesse un punteggio basso, Servizi Ospedalieri aveva fatto il prezzo migliore, uno sconto del 15%, un ribasso astronomico: come dice Lovisari, «hanno vinto perchè hanno fatto uno sconto strepitoso». Nonostante una concorrenza agguerrita della seconda classificata, la abruzzese Hospital Service, che - scrivono gli inquirenti nell’atto di 612 pagine in cui sono elencati arrestati e indagati - erano stati, informa Lovisari, «caldeggiati da Fabio Rizzi, presidente Commissione sanità Regiobe Lombardia (leghista)». Lovisari intuisce dopo l’assegnazione che qualcosa potrebbe non andare: il 6 giugno, va da Frigerio e lo invita a contattare i vertici di Servizi Ospedalieri affinchè «contattino l’amministratore di Hospital Service allo scopo di trovare una intesa tra le società e scongiurare un eventuale ricorso amministrativo», al Tar che bloccherebbe la procedura.

E’ Lovisari a spiegare l’interesse di Servizi Ospedalieri a lavorare così al ribasso: «tale sconto - dice - l’impresa riuscirà ad ammortizzarlo dal 4° anno in poi visto che hanno fatto una gara bella lunga, loro poi rientrano, non solo, ma poi sono dentro per cui quando si dovrà rifare...». Ma Frigerio è preoccupato: «Qualcuno vicino a Fabio (Rizzi, vedi sopra, ndr) è venuto a dirmi che loro vogliono fare assolutamente ricorso al Tar, questo ci bloccherebbe (notare il plurale, che coinvolge Frigerio, che in teoria non ha nulla a che fare con l’appalto, ndr) per 6/8 mesi, un anno, con quell’imbecille là, ci ha fatto addirittura passare 2 anni, annullare la gara per un cavillo». Insomma, dopo l’assegnazione partono le grandi manovre per tentare di evitare il ricorso. Ecco muoversi Servizi Ospedalieri. Il 10 giugno Frigerio incontra un terzo dirigente di Servizi Ospedalieri (Chemello) lo informa della richiesta di Lovisari e gli chiede di dare il messaggio a Leonardelli per contattare i vertici di Hospital Service allo scopo di fare una «sorta di accordo di non belligeranza e scongiurare un eventuale ricorso». Chemello dice a Frigerio che «appena arriverà da Paolo, riferirà immediatamente, il tempo di arrivare a Ferrara». Pochi giorni dopo, è Morini a parlare con Frigerio delle grandi manovre: dice che «Leonardelli ha incontrato a Roma l’amministratore di Hospital Service, che nonostante le proposte di Servizi Ospedalieri (la rinuncia ad un ricorso per lavori in Molise per 70 milioni) alla Hospital Service, questa sarebbe rimasta ferma nel ricorso». Presentato poi al Tar di Milano, il 4 luglio.