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«Ci piove in casa» L’odissea di via Spina tra ruggine e degrado

«Ci piove in casa» L’odissea di via Spina tra ruggine e degrado

Comacchio, esasperati i residenti degli alloggi popolari Intonaci staccati e crepe nei muri: «L’Acer deve intervenire»

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COMACCHIO. L’ultima verifica compiuta agli alloggi popolari di Via Spina (costruiti nel 1957) risale all’indomani del terremoto di due anni fa, quando i vigili del fuoco non riscontrarono problemi di staticità.

Ma da qualche tempo sono spuntati dai pilastri in cemento dei muri portanti i ferri, «e se questi marciscono, moriamo come topi – si sfoga Michele Cavallari, uno dei residenti-. Da anni chiediamo all’Acer di intervenire, ma solo quattro delle palazzine hanno avuto la manutenzione necessaria; le altre, dove piove anche dai soffitti, stanno ancora aspettando».

Giovedì pomeriggio, verso le 17.30, si è avvertito un fragore dalla finestra di un bagno del primo piano. Poi l’amara scoperta: un quantitativo di intonaco si era staccato da una parete esterna, finendo sul marciapiede, «ma ci chiediamo – aggiunge Rita, un’altra inquilina -, cosa sarebbe successo se qualcuno fosse passato in quel momento! In casa ci sono crepe che tappiamo ogni volta con una mano di bianco, ma non si comprende perché solo alcune palazzine abbiano ottenuto lavori di manutenzione mentre altre no. Siamo cittadini tutti uguali».

Lungo i cornicioni esterni sono visibili i segni di geografie indefinite, dovute al distacco di porzioni d’intonaco e a crepe che richiedono di essere esaminate accuratamente. «Noi abbiamo paura – va avanti Rita - perché se arriva un altro terremoto, i muri potrebbero cedere e non faremmo a tempo a scappare».

Le palazzine che presentano le maggiori criticità, tutte composte da 8 alloggi, sono quelle ai numeri civici 12 e 10, con balconi scrostati «e pavimenti pieni di avvallamenti che creano enormi pozzanghere quando piove». La figlia di una delle inquiline fa notare il movimento ondulatorio della cancellata arrugginita, che cinge la palazzina del civico 10. «Basta solo che una persona di passaggio lungo il marciapiede – riferisce la studentessa -, si appoggi, per correre il rischio di cadere insieme alla cancellata».

Con forza, insomma, i residenti chiedono all’Acer un rapido intervento per mettere in sicurezza i muri portanti e gli altri alloggi.

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