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ieri in citta’ maria elena boschi

Il ministro paga il biglietto e lancia Tagliani

Il ministro paga il biglietto e lancia Tagliani

Prima ai Diamanti poi in piazza col sindaco che ‘spara’: troppe sciocchezze per le elezioni

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La pacatezza michelangiolesca di Maria Elena Boschi e lo schiaffo marinettiano di Tiziano Tagliani. Uno scambio di ruoli, oltre gli stereotipi: la fedelissima renziana a tenere i toni bassi e il pragmatico sindaco ad andarci giù duro. Sul palco assieme per l’appuntamento di campagna elettorale più importante del Pd in città, introdotto dal segretario Paolo Calvano, subito dopo la visita a Palazzo Diamanti alla mostra di Matisse, dove il ministro è entrata pagando di tasca sua il biglietto.

«Dobbiamo rivendicare con orgoglio – dice la Boschi ai duecento presenti in piazza Savonarola, tra cui il ministro Franceschini – quanto fatto dal governo in questi due mesi: il Pd è davvero protagonista, realizziamo misure di equità come il tetto agli stipendi dei manager e di giustizia sociale tipo gli 80 euro in busta paga, che non è un bonus elettorale». Lo sguardo va alla prossime riforme, pubblica amministrazione su tutte, ma inevitabilmente anche alle urne. «Il nostro principale avversario è l’astensionismo, il pensare che in fondo nulla cambia: noi stiamo dimostrando che è possibile. Qui a Ferrara abbiamo dalla nostra una carta in più grazie al lavoro di Tiziano e della sua squadra, tuttavia non va dato nulla di scontato», sostiene il ministro. La piazza non si scalda come aveva fatto in precedenza con Tagliani. Forse un po’ piccato dopo le critiche subite per aver disertato giorni fa il confronto al Grattacielo. «Noi sono cinque anni che lavoriamo per risolvere i problemi della Gad – spiega il sindaco -, ora c’è chi ci mette una settimana a diventare esperto e a dare risposte demagogiche, come uno stadio nuovo (che vorrebbe Anselmi, ndr) da 60-70 milioni. Io non perdo tempo a discutere con chi (Marica Felloni, ndr) vuole un casinò in Castello. In questa campagna sento sciocchezze tutti i giorni; non prometto cose che non riesco a mantenere, è un limite insuperabile della mia candidatura». E’ un crescendo inarrestabile: «Dove erano Forza Italia, Gol, i grillini, l’Ncd in questi cinque anni? Non dicono una parola sui risultati raggiunti. Dragotto e Barbieri sono scomparsi, gli altri lo faranno dal 26 maggio». Boom. Al bar Giori siedono quelli del Movimento 5 Stelle, fanno notare piazza Savonarola senza banchi del mercatino («li hanno costretti in tutta fretta a sgomberare, tra i mugugni degli ambulanti», raccontano) a differenza di un loro comizio lo scorso weekend. Chiediamo se si defileranno come prevede Tagliani. «Scompariranno prima loro – replica la candidata sindaco Ilaria Morghen -, li stanno mettendo tutti in galera. Con lo “svuotacarceri” stanno liberando S. Vittore». Controboom. Nel frattempo a due passi c’è la fila per farsi fotografare con la Boschi. Un sorriso, uno scatto, anzi un selfie col ministro, please. Tra il pubblico, assieme alla compagna Michela De Biase, anche il ministro della cultura, Dario Franceschini.

Fabio Terminali