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«Così abbiamo imparato a convivere con il terremoto»

«Così abbiamo imparato a convivere con il terremoto»

Il lavoro didattico e formativo con i laboratori degli aspiranti geometri rivolti agli alunni più piccoli Le tante occasioni di approfondimento e gli importanti insegnamenti ricevuti dagli esperti dell’Ingv

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I terremoti, manifestazione dell'incessante attività del nostro pianeta, incutono da sempre molta paura. Prima dei tragici eventi di due anni fa, per molti ferraresi erano comunque un fenomeno distante, dal quale ci si sentiva protetti. Oggi ricordiamo che non è così. E lo facciamo raccontando di un'esperienza che abbiamo fatto presso l'Istituto di Istruzione Superiore Aleotti.

Il nostro progetto vuole avvicinare i ragazzi più giovani alla conoscenza di cosa significa terremoto, quali possono essere i suoi effetti, ma, soprattutto, vuole far acquisire i comportamenti più corretti per convivere in sicurezza con il rischio sismico, includendo le scelte più sicure dal punto di vista degli edifici dove viviamo, studiamo, lavoriamo e dell'utilizzo più corretto possibile del suolo.

Il laboratorio si chiama "Dal terremoto alla ricostruzione: per città e luoghi di vita più sicuri" ed è il frutto del lavoro cominciato un anno e mezzo fa, quando eravamo ancora studenti dell'Istituto (l'anno scorso abbiamo conseguito il diploma di maturità). Ripensando a come tutto è iniziato, ci siamo sempre più resi conto di quanto impegno e passione abbiamo dedicato a questa esperienza, a cui partecipiamo ancora da esterni e che tanto ci ha fatto tanto crescere, soprattutto a livello personale.

Il primo momento che ci ha coinvolto è stata la convocazione a un incontro organizzato internamente alla scuola dalla professore Sabrina Volpe e dall'allora tecnico di laboratorio Lorella Maccaferri, a cui hanno partecipato tutti coloro che hanno poi avuto una parte fondamentale nello svolgimento del progetto. Ci sono state spiegate alcune nozioni fondamentali per cominciare un nostro laboratorio da fare con gli studenti più piccoli delle scuole medie. Grazie a queste informazioni siamo stati capaci, in diversi incontri tra noi ragazzi che abbiamo deciso di partecipare al progetto, di scegliere, studiare e organizzare le argomentazioni e le attività da svolgere. Il nostro laboratorio è supportato da modelli creati appositamente da noi, come una pedana vibrante, un puzzle raffigurante le placche tettoniche, modelli di case creati dai partecipanti con pongo e stuzzicadenti e giochi attraverso i quali consolidare le nozioni apprese durante la giornata con un metodo diverso.

Giorno dopo giorno, provando e riprovando, abbiamo adattato l'approccio ai nostri giovani interlocutori, migliorando la nostra stessa capacità di relazionarci e interagire con loro. Durante questi incontri abbiamo avuto riscontri molto positivi dai partecipanti, che si sono spesso dimostrati entusiasti e interessati alle attività.

Non è stato facile rispettare gli appuntamenti previsti e trasmettere il nostro lavoro ai nuovi ragazzi dell'Aleotti, subentrati al nostro posto l'anno seguente: gli impegni scolastici sono sempre tanti.

Come approfondimento agli argomenti che abbiamo trattato, ci è stata offerta dalla scuola la possibilità di visitare i territori friulani colpiti dal sisma del 1976 accompagnati da una "guida" d'eccezione, ricercatore dell'INGV, Romano Camassi. In questi giorni intensi oltre ad aver esaminato ulteriormente l'aspetto tecnico riguardante i danni sismici, abbiamo incontrato un altro operatore dell'INGV che è stato testimone diretto del sisma del Friuli e che ci ha riportato la sua esperienza personale e il suo rapporto con il terremoto, che abbiamo potuto comprendere ancora meglio dopo la nostra esperienza diretta vissuta nel Maggio 2012.

Il riconoscimento più importante che abbiamo avuto però, è stata la vincita di un concorso promosso dal Ministero dell'Istruzione, chiamato "La scuola studia e racconta il terremoto", dove si sono raccolti video, immagini e opere artistiche relative alle esperienze vissute dagli studenti di diverse regioni d'Italia colpite da sismi di diversa entità. A questo è seguito un breve viaggio a Roma nel quale abbiamo avuto la possibilità di conoscere gli altri vincitori del concorso, di visionare le loro opere e di far vedere la nostra: un video montato dai tecnici dell'Istituto Aleotti nel quale abbiamo raccontato il nostro progetto tramite riprese effettuate dall'operatrice Elisabetta Tola di formicablu s.r.l. durante uno dei nostri incontri.

Elena Toni

Elisa Martinelli

Jenny Quarella,

Stefano Grassi

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