«Il porto come un campo da calcio»
Alghe verdi invadono la Sacca. Il biologo Paesanti: è emergenza, bisogna intervenire ossigenando la zona
GORO. «L’emergenza è massima». Non usa mezzi termini e non fa giri di parole il Biologo marino Francesco Paesanti. «Questa mattina (ieri, ndr) il Porto di Goro sembrava un campo da calcio: alghe, alghe verdi ovunque. Anche la banchina è stata letteralmente coperta». Durante la notte, complice il vento di libeccio, la marea si è alzata e l’acqua, sommergendo tutta l’area del Porto, ha portato quintali di alghe. All’alba «le auto facevano fatica viaggiare - dicono i pescatori - sono dovute intervenire le ruspe per portare via tutto e l’odore era insopportabile». Quello che però più preoccupa è il prossimo futuro.
«Abbiamo avuto un inverno molto mite - continua Paesanti - come non se ne vedevano da tanti anni. La temperatura dell’acqua è quindi rimasta sempre relativamente alta ed ecco che ai primi di maggio siamo già pieni di alghe». A questo va aggiunto «l’enorme apporto di acqua dolce dal Po che ha contribuito a peggiorare notevolmente la situazione». Poco ossigeno, temperature alte e bassa concentrazione di sale. «Un disastro - vanno avanti dal Porto - e come faremo questa estate?». La preoccupazione oltre ad essere molto alta è anche più che legittima. Che la Sacca di Goro soffra da troppo tempo la mancanza di “aperture” è un dato di fatto. «Con l’arrivo del caldo - va avanti il biologo - la situazione è destinata a peggiorare. Occorre intervenire per tempo e soprattutto con una certa urgenza». In primo luogo «occorre ossigenare la zona quanto più possibile e lo si può fare movimentando l’acqua». «Devono riaprire i canali - protestano i pescatori - lo diciamo da sempre ma nessuno sembra volerci ascoltare. Chiediamo ai tecnici responsabili di venire a fare un giro in Sacca, così almeno vedranno che gli sbocchi non esistono più e questa è diventata una piscina chiusa». Il punto è «che noi di questo viviamo, è il nostro lavoro. Servono interventi importanti perché in questo modo non possiamo certo pensare di andare a pescare...». «Le alghe ci stanno arrivando in casa - aggiungono - e quanto successo ieri è la dimostrazione che non parliamo per il gusto di dare aria alla bocca. L’acqua è arrivata sulla banchina, le alghe sono presenti ormai già da quindici giorni (e siamo in primavera) e di interventi non ne vediamo da tempo». «Il rischio è a questo punto sotto gli occhi di tutti - fa presente Paesanti - e lasciando le cose così come stanno non si possono intravedere margini di miglioramento. Le temperature sono destinate a salire e certo le piogge non si possono fermare. Aprire, l’unica soluzione al momento è aprire per far “respirare” la Sacca».
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