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In bici fino a Passo Rolle L’olimpiade di Venerino

In bici fino a Passo Rolle L’olimpiade di Venerino

Dopo i 500 chilometri pedalando da Ferrara a Firenze, un’altra impresa estrema «Affronterò salite da 12 al 21%». Poi l’aspetta la nuotata dalla Corsica all’Elba

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A settembre aveva percorso 500 chilometri in bicicletta in poco più di 24 ore: Ferrara-Firenze (e ritorno), passando per Bosaro di Rovigo, suo paese di origine. Ora Venerino Tosini, 62 anni di cui 40 trascorsi a Ferrara, si prepara al gran finale delle sue imprese su due ruote, dopo le quali - annuncia - si ritirerà. A dire il vero anche a settembre aveva detto «questa è l’ultima volta», ma è altrettanto vero che «nella vita per il momento i sogni, sia brutti che belli, non sono ancora tassati». E allora avanti con i progetti arditi, nel nome dello sport “pulito”, senza aiuti nè artifici, solo per il piacere di mettersi alla prova. Non a caso l’avventura fiorentina di otto mesi fa aveva rappresentato un omaggio al campione di ciclismo Franco Ballerini, il vincitore della Parigi Rubaix morto il 7 febbraio 2010 in un incidente di rally. Allora Venerino scelse come tappe il Mandela Forum di Firenze e appunto la sua Bosaro, entrambe “sede” di un monumento dedicato all’atleta scomparso.

Tra meno di un mese, invece, Tosini tornerà di nuovo in sella, destinazione Passo Rolle. In cifre 425 chilometri con partenza da casa sua, a Ferrara, e l’obiettivo di arrivare alla meta in 18 ore. Particolare non trascurabile: su 425 chilometri di tragitto, 135 prevedono salite con pendenza variabile dal 12 al 21 per cento. Ma, a differenza dei tanti che, affrontando i passi montani, hanno ceduto alle lusinghe dell’auto, Venerino non “tradirà” mai il sellino: «Solitamente chi ha fatto questo percorso è partito con la bicicletta in macchina e magari si è portato fino a Fiera Di Primiero, e poi da quel punto ha percorso il resto in bici», spiega Tosini. Non lui, il cui primo sogno è proprio quello di non smettere di pedalare da Ferrara e fino a Passo Rolle.

Terminata la missione, Tosini non ha alcuna intenzione di riposarsi: a luglio lo aspetta infatti la Adria-Rovigno, due città gemellate: «Spero che le gambe tengano per poter fare ritorno, nel minor tempo possibile», si augura. Perché in calendario c’è il terzo sogno, quello «con più incognite». Alla passione per la bicicletta, Venerino affianca quella per il nuoto, con all’attivo diverse traversate: la Piombino -Isola d’Elba (5 ore e 44’), la Rovigno-Albarella (41 ore), la Pontelagoscuro-Malamocco (130 ore). Un curriculum a cui ora vorrebbe aggiungere la Corsica-Isola d’Elba, precisamente da Bastia a Portoferraio, circa 85 chilometri. «Sto lavorando con gli allenamenti, ma tutto dipenderà dall’organizzazione, ovvero dalla barca di appoggio e dalle persone al seguito. Per questo non sono ancora in grado di capire se l’obiettivo sarà realizzabile». In ogni caso, al termine della sua personalissima “olimpiade”, Venerino smetterà «di fare promesse da marinaio, e mi ritirerò sul serio». Ma non si annoierà, grazie alla sua terza passione, l’arte pittorica e scultorea: suo è il progetto per il monumento a Ballarini di Bosaro, un talento coltivato dopo tre anni di studi all’istituto d’arte di Venezia e germogliato in mostre di pittura e installazioni.(a.m.)