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L’analisi dei fenomeni precursori

L’analisi dei fenomeni precursori

Intervista a Romano Camassi dell’Ingv che spiega gli interventi degli esperti sui casi sismici

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Partecipare al progetto “Dal terremoto alla ricostruzione: per città e luoghi di vita più sicuri” ci ha fatto conoscere Romano Camassi, storico dei terremoti, tecnico dell'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Abbiamo chiesto a Romano di spiegarci il sisma dal suo punto di vista di esperto.

Fenomeni come il riscaldamento delle acque di falda possano essere definiti “premonitori” e collegabili con la previsione di un sisma?

«È scorretto utilizzare l'aggettivo “premonitore”, che fa riferimento all'ambito del magico. Si studiano da decenni fenomeni potenzialmente "precursori" che potrebbero precedere un terremoto. Quello che si sta studiando negli ultimi anni è la possibile correlazione di questi fenomeni con un forte sisma, ricerca che fino ad oggi non ha dato alcun risultato in termini di previsione puntuale. Importante poi è fare chiarezza sulle notizie contrastanti riguardo la magnitudo. Esistono diversi tipi di magnitudo, ciò che ha generato tanto rumore è stata una confusione fra magnitudo e intensità, cioè la classificazione degli effetti all'epicentro. L'equivoco iniziale è derivato da una prima stima pubblicata in rete dal servizio geologico americano (USGS) che ha fornito un valore di magnitudo (6.2) corrispondente - secondo il loro modo di rappresentare i dati - ad una intensità macrosismica epicentrale teorica 7, che si è trasformata in rete in magnitudo».

Qual è stato il ruolo dell'Ingv nel periodo del sisma?

Nell'Ingv lavorano persone con competenze molto diverse e ognuno nel corso di una sequenza sismica importante fa cose diverse. Poche ore dopo la prima scossa un folto gruppo di colleghi da tutta Italia ha installato nella zona decine di stazioni di una rete sismica temporanea. Per molti il lavoro principale per settimane è stato cercare posti adatti per collocare stazioni sismiche, curarne la manutenzione, scaricare dati ed elaborarli; un altro gruppo ha avviato un lavoro di monitoraggio degli effetti; gruppi di geologi hanno lavorato per settimane a censire e classificare gli effetti geologici di superficie, i geochimici a campionare acque e così via: decine di ricercatori per mesi hanno studiato questi terremoti. Ogni terremoto è un evento traumatico, ma per chi fa ricerca è una opportunità di enorme importanza per capire ogni volta qualcosa di più.Per chiudere, conoscendo il tuoi impegno nell'insegnare come comportarsi durante l'emergenza, ti chiediamo che importanza ha formare le nuove generazioni. È importante che si conoscano le caratteristiche dell'ambiente, e la sismicità è una di queste. Compreso ciò la soluzione è fare le scelte giuste per ridurre il rischio, il comportamento in caso di emergenza è solo un piccolo dettaglio. Se costruiamo in modo adeguato i nostri edifici, saremo in grado di ridurre o addirittura annullare il rischio sismico.

Alessandro Sani

Massimiliano Campanella

Mattia Gamberoni