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La Città del Ragazzo Realtà con tante storie

La Città del Ragazzo Realtà con tante storie

Presentato in Comune il volume di Camilla Ghedini sul centro nato nel 1951 Il sindaco e il vescovo hanno parlato dell’importante realtà professionale

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Era il 12 agosto 1951 quando la Città del Ragazzo aprì per la prima volta le sue porte. La storia del centro educativo e formativo che ha fatto crescere e dato opportunità a migliaia di giovani ferraresi viene ripercorsa da un libro scritto giornalista Camilla Ghedini.

«Tutto nasce, un po' casualmente da un'idea del direttore Giuseppe Sarti - spiega l'autrice -. Questa è un'esperienza che mi ha toccato molto, perché in tanti mi hanno raccontato la gratitudine che portano nei confronti dell'istituto».

Intitolato “Città del Ragazzo. Voci e sguardi in cammino”, il volume riporta infatti molte testimonianze di coloro che hanno frequentato l'ente di formazione professionale. «Dall'incontro tra due giganti come San Giovanni Calabria e monsignor Ruggero Bovelli - dice l'arcivescovo Luigi Negri - non poteva che nascere qualcosa di straordinariamente cristiano e profondamente umano. Un servizio al bene comune che non è astrazione ma concetto consistente, fatto soprattutto di amore». Secondo il sindaco Tiziano Tagliani, la Città del Ragazzo «ha saputo sempre aprirsi alla città, anche mettendo spazi a disposizione spazi comuni aperti a tutti; per Ferrara è una grandissima ricchezza il cui percorso dura da decenni in modo estremamente coerente».

L'assessore provinciale Caterina Ferri sottolinea "il ruolo educativo dell'ente nel senso etimologico del termine, visto che ha accompagnato nel loro percorso di vita tante persone, avendo grande attenzione alle loro singole esigenze". Il ricavato dalle vendite del libro, finanziato dalla Fondazione Canonici Mattei, sarà devoluto in favore di Pietro, un bimbo gravemente malato e che necessità di cure costose all'estero, oltre che in aiuto agli allievi della Città del Ragazzo più indigenti. Alla presentazione hanno preso parte anche il responsabile della comunità religiosa Fratel Raffaello Corrà e Giancarlo Vicentini, uno dei primi a frequentare la scuola di via Comacchio.

Fabio Terminali