Il museo ebraico trasloca da via Mazzini
In attesa del restauro dell’edificio e delle sinagoghe il materiale storico verrà trasferito per almeno due anni in altra sede
È ufficiale. Il museo ebraico che si trova nel complesso di via Mazzini verrà trasferito per alcuni anni in un palazzo di proprietà comunale o statale. In attesa del via libera ai lavori per il lungo restauro dell’edificio, che comprende oltre al museo anche sinagoghe, sale di studio e di ritrovo, tutto il prezioso e storico materiale custodito nel museo di via Mazzini troverà dimora per almeno un paio d’anni in un’altra struttura ancora in fase di studio. Ieri mattina alla comunità ebraica c’è stato un primo incontro tra il presidente Michele Sacerdoti e il vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Maisto per definire i passaggi del trasferimento museale.
Dopo le scosse del maggio 2012 buona parte del primo piano e soprattutto della parte elevate dell’edificio della comunità ebraica di via Mazzini 95 sono state dichiarate inagibile per le lesioni strutturali ancora ben visibili nel museo e nelle sinagoghe.
«Dopo gli interventi effettuati dai tecnici - spiega il presidente della comunità ebraica ferrarese Sacerdoti - sono stati stimati danni complessivi per 1 milione di euro. Entro luglio dovrà essere presentata la documentazione per avviare i lavori di ripristino. Occorreranno ancora come minimo un paio d’anno per vedere i locali risanati».
Nell’edificio compaiono ancora molti rinforzi e puntelli e in alcune stanze come nella grande sinagoga, sono rimasti ancora i segni del terremoto con calcinacci a terra e crepe nei soffitti e alle pareti.
«Stiamo studiando una soluzione per ospitare il museo ebraico di via Mazzini - ha spiegato il vicesindaco Maisto - abbiamo pensato a casa Romei ma ci sono ancora lavori in corso, non è il caso di trasferlirlo al Meis anche perché lo spazio in via Pangipane è destinato solo a mostre temporanee». Tra le ipotesi palazzo Bonacossi o un’ala del Castello.
Gian Pietro Zerbini
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